11:58 | Camorra, blitz contro clan Casalesi, sequestri nel frusinate

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone e la Squadra Mobile della Questura di Frosinone stanno eseguendo, insieme al Gruppo Guardia di Finanza di Aversa ed ai Carabinieri del Ros, una imponente operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, contro il clan dei Casalesi.

Sono in corso numerosi arresti ed il sequestro di ingenti patrimoni, in particolare attività economiche del settore del gioco e delle scommesse. L’operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza di Frosinone ha preso avvio a seguito di atti violenti e vicende societarie che hanno interessato una sala bingo ubicata in Ciociaria ed hanno preso in esame assetti proprietari e collegamenti con la criminalità organizzata arrivando a disvelare una fitta rete di affiliati e prestanomi della camorra in grado di acquisire il controllo di rilevanti attività economiche.

L’operazione di polizia contro la criminalità organizzata e’ stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli e condotta da personale della Squadra Mobile della Questura di Frosinone e del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone. L’operazione e’ inserita in un più ampio contesto investigativo che prevede la contestuale esecuzione di misure cautelari a cura del Ros dell’Arma dei Carabinieri di Napoli e del Gruppo Guardia di Finanza di Aversa. Denominatore comune dei diversi filoni di indagine e’ rappresentato dalla operatività del clan camorristico dei Casalesi, con particolare riferimento alla frangia storicamente riferibile alla famiglia Schiavone.

Le indagini, in provincia di Frosinone, hanno preso avvio a seguito di fatti cruenti ed attentati alla sala bingo di Ferentino (Fr) avvenuti nel 2008 ed hanno investito le vicende societarie che hanno portato soggetti contigui alla criminalità organizzata ad acquisire l’attività economica, a seguito di difficoltà finanziarie della precedente compagine societaria.

Tre i personaggi chiave: l’amministratore e socio di maggioranza della società che gestiva la sala bingo di Ferentino, particolarmente esperto del settore ed in possesso di informazioni privilegiate, grazie alla carica, ricoperta all’epoca, di Presidente della Ascob (Associazione Concessionari del Bingo); un esponente della cosca mafiosa facente capo alla famiglia Santapaola di Catania, socio della stessa società, che ne aveva intestato le quote alla moglie ed un affiliato al clan camorristico dei Casalesi, che aveva versato parte dei capitali per conto di tutti i soci e fungeva da consigliere della società, già coinvolto in altre indagini della Dda di Napoli, aventi ad oggetto le connessioni tra il clan dei Casalesi e le attività economiche nel settore dei giochi e delle scommesse.

Si è potuto così ricostruire, scrive la Guardia di Finanza in una nota, “una vastissima, rilevante e spregiudicata attività di acquisizioni societarie in varie città italiane da parte di soggetti che, a vario titolo, rappresentavano una convergenza di interessi tra diverse consorterie criminali di stampo mafioso”. Il clan dei Casalesi e la cosca riferibile alla famiglia Santapaola di Catania hanno reimpiegato, tramite persone di loro fiducia, parte consistente dei loro profitti illeciti per la gestione delle scommesse e l’installazione, presso locali pubblici, di slot machine.

E’ stato così possibile individuare vari livelli di illegalità, con al vertice le consorterie criminali di stampo mafioso che dettano le regole di mercato e di successiva gestione delle attività e, un gradino sotto, faccendieri scaltri e spregiudicati, che fanno da raccordo con il crimine organizzato, consentendo una costante e progressiva infiltrazione anche su territori apparentemente non contaminati dall’opera della criminalità organizzata.

Gli indagati operavano, à approfittando delle difficoltà altrui ed entrando, dapprima in modo amicale e discreto e, successivamente, estromettendo senza scrupoli l’imprenditore in difficoltà: un meccanismo asfissiante e senza uscite, che strangola l’imprenditoria sana, premia il vizio e punisce la virtù. Sono state arrestate 5 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, reimpiego di denaro di provenienza illecita ed intestazione fittizia di beni. Sono state denunciate 21 persone e 89 soggetti (tra persone e società) sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali.

Nei loro confronti e dei rispettivi nuclei familiari o prestanome sono stati sequestrati ingenti patrimoni stimati in circa 200 milioni di euro. Si tratta di: 69 terreni, 84 fabbricati, 18 aziende (operanti prevalentemente nel settore dei giochi e delle scommesse, ma anche dell’agricoltura, del commercio e dei servizi in genere); quote societarie di 41 società, per valore nominale pari a oltre 1.100.000 euro; 230 rapporti bancari; 59 autovetture (tra cui una Ferrari 550 Maranello e una Ferrari F355).

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