Beni culturali, scioperano i lavoratori

Castel-SantAngelo-sliderMobilitazioni in varie città dei dipendenti dei siti archeologici contro il mancato pagamento degli stipendi

 

ROMA – Assemblee in musei e siti archeologici italiani: i lavoratori dei beni culturali in servizio presso i siti archeologici del paese sono oggi in mobilitazione al Collegio Romano nella Capitale, agli scavi di Pompei, agli Uffizi di Firenze, in piazza San Marco a Venezia, alla Soprintendenza di Urbino, al Museo nazionale di Cagliari, alla Biblioteca di Potenza, al Clitumno e a Carsulae in Umbria, al castello di Bari e a quello di Miramare in Friuli.

I sindacati Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Pa hanno indetto la giornata di mobilitazione per chiedere tutela contrattuale e professionale per i lavoratori e un progetto di rilancio del settore: “Non ci accontentiamo della generica convocazione del ministro Bray fissata per l’8 luglio – scrivono in una nota i segretari nazionali Salvatore Chiaramonte (Fp-Cgil), Paolo Bonomo (Cisl-Fp) e Sandro Colombi (Uil-Pa) -. Vogliamo avere risposte concrete, sia sul rispetto delle prerogative contrattuali dei lavoratori, che lavorano sotto organico e senza percepire pagamenti regolari, sia sulla riorganizzazione di un comparto che invece di fare da traino all’ economia versa in stato di totale abbandono”.

Quella di oggi è “una mobilitazione aperta ai cittadini e diretta ad aumentare la qualità dei servizi culturali. Noi non vogliamo creare un disagio, ma migliorare il modo di lavorare e la fruizione del nostro patrimonio culturale” puntualizzano le tre sigle, stigmatizzando l’azione estemporanea di un sindacato autonomo che domenica scorsa ha portato alla sostanziale “chiusura” del Colosseo. “La nostra e’ una proposta di valorizzazione – rimarcano i sindacati – tanto e’ vero che con gli accordi di produttività sottoscritti dai lavoratori, la fruizione di siti archeologici, musei, archivi, biblioteche e’ cresciuta del 70% negli ultimi 15 anni”.

Da questa mattina i lavoratori stanno manifestando davanti al Mibac in via del Collegio Romano in protesta contro il mancato pagamento di stipendi. A causa di tale assemblea-presidio risultano chiusi il Pantheon, Castel Sant’Angelo e la Gnam. Il Colosseo e siti afferenti all’area archeologica di Roma sono stati però esentati dalla mobilitazione per non creare ulteriori problemi ai visitatori.

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