Ior, arrestati alto prelato, broker e 007

san_pietro_sliderI tre, tra cui monsignor Scarano, sono accusati di corruzione, truffa e calunnie. Il Vaticano: “Piena collaborazione”

 

ROMA – Un alto prelato, un funzionario dei Servizi segreti ed un broker finanziario sono stati arrestati nell’ambito di filone di indagine della Procura di Roma sullo Ior. Gli arresti sono stati eseguiti dai militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza per le accuse di corruzione e truffa, sulla base di un provvedimento cautelare firmato dal gip Barbara Callari su richiesta su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano  Pesci.

Gli arrestati sono l’alto prelato, monsignor Nunzio Scarano, già responsabile del servizio di contabilità analitica dell’ Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede; l’ agente dell’ Aisi Giovanni Maria Zito e il broker Giovanni Carenzio.

La vicenda giudiziaria ruota intorno ad un accordo tra Scarano e Zito finalizzata a far rientrare dalla Svizzera 20 milioni in contanti appartenenti ad una famiglia amica del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro.

La somma di 20 milioni di euro che monsignor Nunzio Scarano cercava di far rientrare in Italia era destinata agli armatori Paolo, Cesare e Maurizio D’Amico. Come e’ stato precisato dal procuratore aggiunto Nello Rossi nel corso di un incontro con la stampa, per chiarire i termini dell’indagine, il denaro che per vari motivi poi non e’ stato riportato in Italia doveva essere riconsegnato ai tre armatori.

La Santa Sede “non ha ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane, ma conferma la sua disponibilità a una piena collaborazione”: lo ha dichiarato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ribadendo che mons. Nunzio Scarano, arrestato oggi nel quadro di un’ inchiesta sullo Ior, presso il quale aveva un conto corrente, era “sospeso dal servizio presso l’Apsa”, l’amministrazione patrimonio sede apostolica, dove lavora, da “fine maggio”.

“La competente autorità vaticana, l’Aif (Autorità di informazione finanziaria, ndr) segue il problema per prendere, se necessario, le misure appropriate di sua competenza”, ha spiegato il gesuita. Il Papa, ha detto Lombardi interpellato dai giornalisti, era stato informato della sospensione di mons. Scarano in seguito all’iscrizione nel registro degli indagati per il filone della inchiesta promossa dalla procura di Salerno.

Mons. Scarano, ha ribadito Lombardi, “era stato sospeso dal servizio presso l’Apsa da oltre un mese, appena i superiori erano stati informati che era indagato. Ciò in applicazione del regolamento della Curia romana, che impone la sospensione cautelare per le persone per cui sia stata iniziata un’azione penale”.

Nato nel 1952, monsignor Nunzio Scarano, arrestato questa mattina, è stato ordinato sacerdote nel marzo del 1987 e figura tuttora tra i prelati dell’ Arcidiocesi di Salerno, Campagna e Acierno, anche se da tempo risiede nella capitale non avendo però mai reciso i suoi legami con il territorio salernitano. La vocazione di Scarano è stata piuttosto ‘tarda’ dal momento che prima di prendere i voti, Scarano è stato per anni funzionario dell’ex Banca d’America e d’Italia.

Dallo scorso 13 giugno monsignor Scarano è indagato dalla Procura di Salerno per un giro di assegni circolari da 560mila euro insieme ad altre 56 persone. L’ inchiesta ruota intorno a presunte donazioni fittizie che, secondo l’accusa, sarebbero servite a mascherare un maxi riciclaggio di denaro. Per il pm sarebbe stato il prelato a chiedere agli indagati di consegnare un assegno circolare da 10mila euro ciascuno con la scusa di dover risanare i debiti di una società immobiliare titolare di alcune case di Salerno. Questi titoli, però, sarebbero stati in realtà una partita di giro perché, al momento della consegna, i ‘benefattori’ avrebbero intascato la stessa cifra in denaro contante.

In una intervista rilasciata a ‘la Città di Salerno’, monsignor Scarano aveva sostenuto di non aver “rubato niente, non aver mai riciclato denaro sporco” e di essere “una persona corretta che in vita sua ha sempre fatto solo del bene. Ho avuto la benedizione – aveva dichiarato – di incontrare sulla mia strada persone facoltose che mi hanno sempre sostenuto nelle mie opere di carità. Lo dico davanti a Dio, non ho mai fatto nulla di male”.

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