Ue, la soddisfazione esagerata di Letta&C.

Barroso_sliderIl presidente del Consiglio parla di un ‘premio’ concessoci benevolmente dalla Commissione

 

 

ROMA – A giudicare dall’entusiasmo del presidente del Consiglio sembrava che avessimo vinto il mondiale e che tutti i guai che ci perseguitano da anni fossero all’improvviso svaniti. Esulta infatti Letta che su Twitter scrive: “Ce l’abbiamo fatta! La Commissione Ue annuncia ora ok a più flessibilità per i prossimi bilanci per i paesi come l’Italia con i conti in ordine”.

Che significa praticamente? Che Bruxelles, come ha spiegato il presidente José Barroso, nel 2014 “consentirà deviazioni temporanee dal raggiungimento dell’obiettivo di medio termine” che permetteranno “investimenti pubblici produttivi”, cofinanziati dalla Ue. Tradotto in soldoni, questo significa la possibilità di liberare investimenti in infrastrutture per 7,5 miliardi di euro all’anno, collegati a ulteriori spese per i fondi europei.

Una sorta di standing ovation ha accolto stamattina il premier al vertice dei partiti di maggioranza appena concluso a Palazzo Chigi. Indubbiamente il “premio”, come lo chiama Letta, riconosciuto dalla Commissione Ue per i sacrifici degli italiani è la conferma “che l’Europa premia chi si impegna”.

Al di là del linguaggio vagamente pedagogico che ci ha fatto uscire da dietro la lavagna dove i funzionari della troika ci avevano cacciato perché eravamo stati cattivi, la stessa “grande soddisfazione” viene espressa dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, spiegando per aver “condiviso un documento che è un passo importante di concretezza sulla scia del vertice Ue della scorsa settimana”. Un po’ più prudente il ministro per gli Affari europei, Moavero Milanesi, il quale ci spiega che “se riusciamo a innescare di nuovo la crescita e manteniamo la spesa sotto controllo la riduzione del debito avverrà spontaneamente”.

A gettare acqua sul fuoco degli entusiasmi governativi ci ha pensato subito il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn secondo cui “la flessibilità concessa dall’Ue non può in alcun modo derogare dalla regola del debito scritta nel fiscal compact”. In una lettera ai ministri dell’Economia della Ue, precisa che l’annuncio di Barroso “non significa che i Paesi membri potranno superare il limite del deficit al di sotto del 3% del Pil”. Ma i paletti rischiano di essere ancora più rigidi se fosse confermata la voce che “non ci sarà margine per manovre di crescita neanche se a novembre il dato del deficit italiano sarà confermato al 2,9% di giugno”.

In sostanza la Commissione Ue ha voluto sottolineare che il deficit “non può mai superare il 3%, nemmeno con le nuove regole per gli investimenti pubblici”, che non saranno pertanto esclusi dal calcolo del deficit. Tutt’al più si consentirà di allungare i tempo per raggiungere gli obiettivi, spostando oltre il 2014-2015 l’obiettivo del pareggio di bilancio strutturale. Più che di premio eccezionale sembrerebbe più aderente alla realtà parlare di una lusinghiera “medaglietta”.

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