Civita, Gianni Letta nuovo presidente

Letta_Gianni_sliderSuccede ad Antonio Maccanico, recentemente scomparso. Sarà affiancato dal vice Nicola Maccanico

 

 

ROMA – L’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e’ il nuovo presidente dell’Associazione Civita. E’ quanto ha sancito l’assemblea dei soci dell’associazione attiva nel settore dei beni culturali, in corso da questa mattina in Campidoglio.

L’appuntamento di oggi cade nell’anno del venticinquennale di Civita. All’assemblea sono presenti il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Ignazio Marino, il segretario generale Albino Ruberti ed è atteso il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray.

Letta, fino ad oggi presidente onorario dell’associazione, succede così ad Antonio Maccanico, recentemente scomparso, e sarà affiancato da Nicola Maccanico nel ruolo di vice presidente. “Non ho la presunzione di succedere a un personaggio come Maccanico – ha detto Letta – ma ho l’ambizione di portare avanti la sua attivita’ a beneficio dei beni culturali”. “Maccanico – ha ricordato Letta è stato uno dei grandi servitori dello Stato, un uomo delle istituzioni e un grande modello da seguire”.

L’Associazione Civita, organizzazione non profit fondata da un gruppo di aziende, enti pubblici di ricerca e università, rappresenta un punto di riferimento importante nel dibattito nazionale sui beni e le attività culturali. Il rapporto con le imprese consente di sviluppare iniziative volte a promuovere l’incontro tra queste e il mondo della cultura. Oggi, con oltre 160 Associati (enti e aziende sia pubbliche sia private) e’ fortemente impegnata nella promozione della cultura attraverso ricerche, convegni, eventi, pubblicazioni e progetti.

Ultime in ordine di tempo sono alcune proposte e politiche di sostegno descritte dal segretario generale dell’Associazione, Albino Ruperti per rilanciare il settore. “Occorre rivedere le politiche tariffarie dei musei, adeguandole agli standard internazionali, e snellire la burocrazia con azioni a costo zero nella direzione della fiscalità e della semplificazione delle donazioni. E’ questa in sintesi la ricetta che si traduce in una serie di “proposte che abbiamo messo per iscritto e inviato alle istituzioni competenti -spiega Ruberti – sperando che vengano recepite, perché lo spirito di un’associazione come Civita e’ essere stimolo al dibattito, ma anche alle azioni concrete”.

Secondo il segretario generale di Civita, i principali ostacoli al rilancio del settore culturale stanno nella “contrazione delle risorse avvenuta negli ultimi anni, con il Mibac -spiega Ruberti- che ha avuto una riduzione di quasi il 37%. Accanto a questo c’e’ una stasi di quelle che noi chiamiamo ‘azioni a costo zero’, come le norme per agevolare la fiscalità, e quelle per semplificare il complesso sistema che regola le donazioni. Oltre alla rigidità delle politiche tariffarie dei musei. In Italia oltre il 35% dei visitatori entra gratuitamente, e tra questi molti sono turisti stranieri. Si tratta di vecchi regolamenti che ci trasciniamo e che spesso vengono considerati come un aspetto secondario”.

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