12:29 | Camorra, sequestrati beni per oltre 50 mln a clan Mallardo

I finanzieri del gruppo investigativo criminalità organizzata (Gico) hanno sequestrato oggi beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro riconducibili al sodalizio criminale organizzato dai fratelli Michele, Giuliano e Luigi Ascione, indiziati di contiguità al clan Mallardo, per conto del quale avrebbero costituito una cellula economica operante, prevalentemente, nel territorio del basso Lazio.

Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e dai sostituti procuratori della Dda di Roma Lina Cusano, Maria Cristina Palaia e Barbara Sargenti, hanno consentito di accertare la costante ed inarrestabile ascesa dei fratelli Ascione, noti imprenditori campani, attraverso rapporti dai reciproci vantaggi con esponenti di spicco del noto clan di camorra Mallardo.

Da quanto riferito dalla Gdf, gli Ascione hanno costituito uno stabile e ben ramificato ”sodalizio criminale”, strategicamente inserito in un ”sistema criminogeno” di più ampia portata, rappresentato dal clan Mallardo, al quale sono risultati essere legati da uno stretto ”pactum sceleris”, riferito principalmente al reimpiego di proventi illeciti nel circuito economico legale, attraverso società operanti nel settore del commercio delle automobili per poi investire in società operanti nel settore delle costruzioni e dell’intermediazione immobiliare.

Tra gli altri, i collaboratori di giustizia Vassallo Gaetano, Izzo Salvatore ed Amatrudi Massimo hanno reso specifiche dichiarazioni circa i collegamenti correnti tra il ”gruppo Dell’Aquila” e il ”gruppo Ascione”. Più precisamente, i collaboratori hanno indicato i fratelli Ascione come intranei al clan Mallardo, direttamente legati ai capiclan Francesco e Giuseppe. Gli Ascione operavano in stretta e sinergica collaborazione con il gruppo Dell’Aquila, in particolare con Domenico, alias ”Menicuccio”, con il quale divenivano soci in affari.

I risultati delle indagini sono stati tradotti al tribunale di Latina, il quale, condividendo l’impianto accusatorio prospettato dalla Dda di Roma ha disposto il sequestro del patrimonio aziendale e relativi beni di 5 società, con sede nella provincia di Latina, Napoli, di cui 2 operanti nel settore delle costruzioni di edifici, una nella locazione di immobili, una nel commercio di autoveicoli e una nel settore dell’intermediazione immobiliare.

Inoltre, e’ stato predisposto il sequestro delle quote societarie di una società in provincia di Napoli operante nella gestione di stabilimenti balneari, di 112 immobili (tra Latina, Napoli, Cosenza), di 175 tra auto motoveicoli e un’imbarcazione e, infine, di numerosi rapporti bancari e assicurativi. Il tutto, per un valore complessivo pari ad oltre 50 milioni. Per l’operazione, sono stati impiegati oltre 100 finanzieri in Lazio, Campania, Sicilia e Calabria.

Potrebbero interessarti anche