Governo, da Pdl attacco su Imu

Gaetano-QuagliarielloL’esecutivo chiarisce che ‘non è prevista alcuna stangata sui villini’. Si acuisce però lo scontro all’interno della maggioranza tra pidiellini e Pd

 

 

 

ROMA – L’Imu rimane sempre un nervo scoperto del Pdl, che ieri ha colto l’occasione di alcune indiscrezioni pubblicate sulla stampa sui meccanismi dell’imposta per ribadire come l’abolizione di questa tassa sia una richiesta ferma e non negoziabile.

Non solo, i ‘falchi’ berlusconiani hanno approfittato dell’ennesimo dibattito sul tema per attaccare duramente il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, definendolo ”inadeguato” ad affrontare la questione delle coperture necessarie per l’abolizione dell’Imu e per il rinvio dell’aumento dell’Iva. Un’azione, quella del Pdl – che non a caso arriva a pochi giorni dalla riunione della ‘cabina di regia’ del governo che dovrebbe discutere appunto della riforma del sistema di tassazione degli immobili – stoppata seccamente dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, secondo il quale ”chi attacca Saccomanni attacca tutto il governo”, e per via indiretta dai presidenti della Repubblica e del Consiglio, Giorgio Napolitano e Enrico Letta, che hanno invitato la politica ad uscire da ”nervosismi destabilizzanti”.

Il governo, viene assicurato, e’ al lavoro sulla possibilità di aumentare le detrazioni fiscali per la tassa sulla casa, innalzando la soglia a 600 euro. Per questo smentisce con forza l’altra ipotesi emersa – quella utilizzata appunto dal Pdl per attaccare l’esecutivo – ossia il pagamento dell’Imu non solo per le case di lusso, come e’ ora, ma anche per i cosiddetti villini, a schiera o bifamiliari.

In una nota ieri Palazzo Chigi ha chiarito che ”contrariamente a quanto riportato da alcune testate giornalistiche non e’ prevista alcuna stangata sui villini”. L’esecutivo assicura poi, questa volta attraverso un comunicato del ministero dell’Economia, che sono allo studio ”una pluralità di soluzioni, sulle quali il governo deciderà collegialmente dopo averle discusse nelle sedi di confronto che sono già state individuate”.

Ma le assicurazioni e i chiarimenti del governo non hanno impedito che il Pdl (anche nei suoi ministri) ribadisse a gran voce la sua posizione, con dichiarazioni nel loro complesso al limite dello strappo politico. Il ministro delle Riforme, il pidiellino Gaetano Quagliariello, chiarisce che ”l’Imu sui villini non ci sarà. Si può stare tranquilli, non si può fare il gioco delle tre carte”, rileva senza rivolgersi a nessuno direttamente ma lanciando un messaggio a chi ha in mano il dossier Imu. ”Una cosa sono le abitazioni di lusso – aggiunge – una cosa sono le abitazioni normali che si vorrebbe far passare come abitazioni di lusso. Ci sono accordi chiari”.

Per l’ex presidente del Senato e oggi capogruppo Pdl a Palazzo Madama, Renato Schifani, ”le dichiarazioni di numerosi esponenti del Pd e le notizie più o meno fondate su proposte ed ipotesi varie che il governo starebbe per avanzare sull’Imu generano confusione e sconcerto. Fermo restando che il Pdl non arretrerà di un millimetro sulla richiesta di abolizione dell’imposta sulla prima casa senza eccezione alcuna, chiediamo al governo di smentire le voci contraddittorie che si susseguono”. E chiarisce che ”la cabina di regia che tornerà a riunirsi mercoledì prossimo a Palazzo Chigi e’ l’unico luogo deputato agli approfondimenti e alle decisioni politiche della maggioranza”.

Il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri attacca direttamente il ministro dell’Economia. ”Con Saccomanni – sostiene – non si va da nessuna parte. Per dare una prospettiva ai conti pubblici italiani bisogna finalmente mettere in campo una strategia di aggressione al debito pubblico come ha proposto il vicepremier Alfano”. Gasparri non ha dubbi ”all’Economia serve una guida adeguata e non un esponente di seconda fila di apparati burocratici intenti solo alla loro autodifesa. Serve insomma un ministro vero e autorevole”.

Arrivano anche le parole dell’ex ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, la quale chiarisce: ”Su Imu nessun passo indietro, le coperture vanno trovate con buona pace del ministro Saccomanni e del Fondo monetario internazionale”. Poche parole ma chiarissime quelle di Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera: ”Su Imu e Iva deciderà la maggioranza in cabina di regia”.

Le reazioni di Pd e Scelta Civica non si fanno attendere. Oltre a Franceschini interviene il viceministro dell’Economia Stefano Fassina che definisce ”inaccettabili gli attacchi del Pdl” e sottolinea che ”vengono da un partito che quando e’ stato al governo l’ultima volta ha impegnato l’Italia, unico caso in Europa, al pareggio di bilancio nel 2013 e oggi, per tentare di far dimenticare agli italiani le loro responsabilità esponenti, si inventano un piano completamente irrealistico per la riduzione del debito pubblico”.

Si mostra perplesso il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta: ”L’Imu sulle villette a schiera’ Francamente trovo non praticabile questa strada perché questo tipo di edilizia, popolare o anche di pregio, non va confusa con le ville, i castelli o le grandi proprietà”. In difesa direttamente di Saccomanni interviene Benedetto Della Vedova, portavoce politico di Scelta Civica. ”Attaccare senza mezze misure il ministro dell’Economia Saccomanni, come ha fatto Gasparri – dice il senatore di Scelta Civica – significa attaccare l’esecutivo, punto e basta. Saccomanni e’ prezioso per il Governo perché si incarica di dire quei ‘no’ che, come ha detto Letta di recente, sono essenziali per mantenere l’Italia in carreggiata, dove e’ stata rimessa dal buon lavoro del Governo Monti che ha portato all’importante riconoscimento dell’Europa la scorsa settimana”.

Sul nuovo scontro all’interno della maggioranza non intervengono direttamente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Enrico Letta, ieri insieme a Monza per partecipare alla manifestazione ”Verso Expo 2015”. Ma tutti e due, in alcuni passaggi dei loro discorsi, si rivolgono evidentemente al mondo politico e alle polemiche che hanno caratterizzato la giornata. Certo, il punto di partenza del ragionamento di Napolitano e Letta è che l’Esposizione universale che si terrà fra meno di due anni a Milano ”sarà fondamentale” per uscire dalla crisi. Anzi, sarà proprio ”il cuore della ripresa italiana” e quindi ”leghiamo a Expo 2015 l’obiettivo della ripresa economica del nostro Paese”. Ma quando parlano in assoluta sintonia di ”autolesionismo”, di ”diatribe domestiche” e di ”nervosismi destabilizzanti” e’ difficile non pensare che il loro pensiero non vada alle ormai quotidiane fibrillazioni che attraversano il governo, la maggioranza che lo sostiene e più in generale il mondo politico italiano. Napolitano dice che ”siamo un Paese che ha fiducia in se stesso” ma che ”deve averne anche più di quanta ne dimostri, percorso com’e’ ancora da nervosismi destabilizzanti e da tendenze al pessimismo”.

Per il presidente della Repubblica anche la decisione univoca per l’Expo del 2015 ”sta a significare che nonostante le tensioni e i fattori di instabilità che da tempo caratterizzano i rapporti politici e la vita istituzionale nel nostro paese, si sa in certi momenti egualmente riconoscere – da parte di tutte le forze politiche e sociali responsabili – quel che tocca esigenze vitali della nazione”. Un fatto che ”deve sollecitare la più larga convergenza di sforzi, un’autentica feconda coesione sociale e istituzionale”. Insomma, è la sollecitazione che arriva dal Capo dello Stato, ”l’Italia non deve ripiegarsi su se stessa, sulle sue difficoltà e sulle sue diatribe domestiche”.

Per Letta – che certamente non ha gradito gli attacchi a Saccomanni, ministro centrale del suo governo, con cui ha un ottimo rapporto e nel lavoro del quale, ha più volte ribadito, ripone una grande fiducia – ”’Expo 2015 sarà l’occasione per uscire da una cappa di sottovalutazione e autolesionismo. Una cappa che stona con la nostra storia e le nostre capacità”. L’Expo, aggiunge, sarà il cuore della ripresa italiana” e dovremo garantire ”il rispetto della legalità, dei diritti umani e sociali” ed anche la massima sicurezza sui luoghi di lavoro. Sarà ”una chance straordinaria” che il Paese non deve perdere.

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