I mercati ignorano il rating di S&P

StandardPoors-SLIDERSecondo l’agenzia americana l’affidabilità del nostro debito sfiora il livello “spazzatura”. Modesto calo in Borsa

 

 

ROMA – In altri tempi poteva essere il tracollo: il downgrade operato da Standard&Poor’s sul nostro debito, che ha levato un + al già poco lusinghiero rating BBB, in passato avrebbe fatto perdere in un colpo solo 4/5 punti all’indice di Borsa, mentre il tasso d’interesse sui nostri titoli di Stato sarebbe schizzato alle stelle.

Ci si aspettava uno scossone del genere dato che ormai il “voto” all’Italia è arrivato a soli due gradini sopra la soglia “non investment grade”, che è come dire “spazzatura”, perché a quel livello molti fondi di investimento non possono proprio per statuto acquistare titoli di questa categoria.

E invece, almeno per il momento, non è successo nulla di quanto temuto. Piazza Affari ha perso un punto percentuale, più o meno in linea con i mercati europei. Il rendimento dei BTp a 10 anni è rimasto sotto il 4,5%, mentre l’asta dei BoT ha registrato una domanda superiore all’ultima asta, con il tasso dei titoli a 12 mesi salito oltre l’1% ma allineato al rendimento delle ultime ore sul mercato secondario. Lo spread tra BTp e Bund viaggia intorno ai 280 punti, appena più su rispetto alla chiusura di ieri.

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che a caldo aveva parlato delle mosse di S&P come di decisioni non aggiornate e che “possono destabilizzare” ha tirato un bel respiro di sollievo. Anche da Bruxelles, di solito poco indulgente nel nostri confronti, non arrivano commenti negativi, ma si ricorda che l’Italia “ha fatto tanto negli ultimi due anni per ristabilire la credibilità”.

La spiegazione dell’effetto ridotto del downgrade che prevale in queste ore è che, se fino a qualche anno fa il giudizio negativo sul debito di un Paese condizionava pesantemente l’andamento dei mercati, oggi gli stessi sembrano assuefatti a tali giudizi e i rating stanno via via perdendo quel ruolo di arbitri incondizionati dell’affidabilità e dell’accountability dei diversi emittenti, sovrani o privati che siano.

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