Benzinai, sciopero nazionale fino a venerdì

Benzina_pompa_sliderDalle 22 di martedì alle 6 di venerdì 19 luglio. Il Governo in campo contro i rincari

 

 

ROMA – Le organizzazioni dei benzinai, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio confermano la proclamazione di una prima tornata di scioperi delle aree di servizio poste lungo tutte le tratte autostradali italiane, tangenziali e raccordi compresi, che prenderà avvio dalle ore 22.00 di oggi, martedì 16 luglio, terminando alle ore 6.00 del 19 luglio prossimi. La decisione, spiegano Faib, fegica e Anisa, e’ stata adottata dopo l’incontro con il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti.

Tra i motivi dell’agitazione, ”imposizione dei prezzi dei carburanti più alti d’Europa, volumi di vendita in progressiva picchiata dal 2008, livello di royalty aumentati di oltre il 700% in 10 anni, accordi collettivi economici scaduti mediamente da più di quattro anni, valanga di lettere di disdetta dei contratti di gestione che espellono oltre 6.000 lavoratori e centinaia di imprese, impegni assunti con Intese formali sottoscritti in sede Istituzionale disattesi, norme di legge violate”.

Il caro benzina preoccupa sempre di più gli italiani, in particolare ora che si entra nel vivo della stagione vacanziera e si preparano i grandi esodi. Così il Governo chiederà ai petrolieri di evitare un aumento del costo del carburante nel periodo estivo. Ad annunciarlo, intervenendo a margine di un evento Terna, è stato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato.

“Il rincaro – ha spiegato il ministro – è dovuto prevalentemente ad un aumento del greggio, a una maggiore domanda e anche ai petrolieri che aumentano un pochino il prezzo”. “Rispetto ai listini europei, i nostri crescono di meno, abbiamo uno stacco minore che ci vede più avvantaggiati, ma lo stacco esiste. Per questo – ha concluso il ministro – ho già predisposto un richiamo ai petrolieri in cui chiedo di tenere conto della situazione particolare del paese. Stiamo predisponendo un richiamo perché non ci siano aumenti nella stagione in cui c’è un maggiore consumo”.

Dopo il ”richiamo” del ministro Zanonato agli operatori per contenere il carocarburanti nella stagione estiva, si registrano soltanto due decisioni al rialzo sui prezzi raccomandati: Tamoil con + 0,7 cent euro/litro sulla benzina e + 1 cent sul diesel e Esso con + 0,5 cent su entrambi i prodotti. Medie nazionali della benzina e del diesel rispettivamente a 1,838 e 1,741 euro/litro (Gpl a 0,792). Le ”punte” in alcune aree del Paese sono, per la ”verde” fino a 1,877 euro/litro, mentre il diesel sale a 1,761 e il Gpl resta stabile a 0,824.

Intanto, in vista delle sciopero in programma sulla linea autostradale da questa sera alle 6 del 19 luglio, il presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, ha convocato per domani, mercoledì 17 luglio, alle 14.30, i rappresentanti delle Compagnie petrolifere Shell Italia, Eni, Tamoil Italia, Total Erg, Esso Italiana, Kuwait Petroleum Italia, Api, e il concessionario Autostrade per l’Italia ”per discutere i temi oggetto della vertenza con le Associazioni dei gestori”.

L’incontro non servirà però scongiurare l’agitazione che viene ribadita dalle associazioni Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio che in una nota lamentano il comportamento “inerte” del ministero delle Sviluppo Economico e l'”assoluta indifferenza” ai problemi del settore e l’assenza di qualsiasi “attività di mediazione fra le parti per impedire un vero e proprio ‘olocausto economico’ perpetrato ai danni di centinaia di imprese di gestione e di oltre 6.000 lavoratori”.

Il richiamo del ministro Zanonato viene bocciato senza appello dal Codacons. “Si tratta di una iniziativa assolutamente inutile, un po’ come chiedere al lupo di non mangiare la pecora – afferma il presidente Carlo Rienzi – il governo, per contenere i listini dei carburanti e ottenere una diminuzione del prezzi, ha altre frecce al suo arco. Puo’ infatti intervenire sulle tassazioni, eliminando quei balzelli inutili e obsoleti che pesano da anni sul prezzo della benzina”. Inoltre, secondo Rienzi, “il nostro esecutivo puo’ accertare attraverso la Guardia di Finanza cosa avviene realmente nella formazione dei listini dei carburanti, acquisendo i contratti di acquisto del greggio presso le compagnie petrolifere e denunciando le speculazioni a danno degli automobilisti” conclude Rienzi.

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