Sorgenia, l’ad Orlandi lascia dal 19 luglio

Energia_elettrica_sliderPer “nuove iniziative personali e imprenditoriali”. L’ex Acea Mangoni sarà il nuovo ad. Ora il nodo Energia Concorrente

 

 

ROMA – Ora è ufficiale: Massimo Orlandi lascerà la carica di amministratore delegato di Sorgenia dal prossimo 19 luglio. Lo ha comunicato la società del Gruppo Cir, precisando che il manager si dedicherà “a nuove iniziative personali e imprenditoriali”.

Sorgenia, operatore energetico controllato da Cir, sottolinea la nota, “anche a nome degli azionisti e in particolare della controllante Cir, ringrazia Orlandi per il contributo determinante dato alla nascita della società a valle dell’apertura del mercato elettrico in Italia nel 1999 e al suo successivo sviluppo nel corso degli anni”.

“Lascio il mio incarico – ha commentato Orlandi – nella consapevolezza che il management di Sorgenia, che insieme a me è cresciuto e si è rafforzato in questi bellissimi 14 anni di intenso lavoro, continuerà nel suo impegno quotidiano a condurre al meglio l’unica impresa privata italiana che ha saputo sfidare con successo gli ex monopolisti domestici e stranieri, allineando i suoi interessi a quelli del cliente finale e sapendo innovare i prodotti e i servizi del settore dell’energia”.

Dunque dopo ben 14 anni al timone di una società che ha visto nascere (nel 1999 si chiamava Energia, divenuta Sorgenia nel 2006) Orlandi lascia. Un po’ la fine di un ciclo, conseguenza di nuove sfide che attendono la società e forse un po’ anche di un altro avvicendamento storico avvenuto a fine anno scorso al vertice del Gruppo Cir, che controlla la società in partnership con l’austriaca Verbund (46%): l’addio del patron Carlo De Benedetti a favore dei tre figli Marco, Edoardo e Rodolfo, quest’ultimo presidente di Sorgenia.

Di certo pesa anche la crisi del termoelettrico, di cui la società è stata particolarmente vittima avendo investito molto negli ultimi anni sui cicli combinati. Sebbene dopo la perdita netta di 197 milioni € registrata nel 2012, dovuta anche a svalutazioni per oltre 134 milioni €, nel 1° trimestre 2013 i conti avessero mostrato incoraggianti segnali di miglioramento: perdita quasi dimezzata a 8,7 milioni, Ebitda in aumento del 76% a 48,5 milioni e debito limato a 1,787 miliardi.

Proprio il calo dell’indebitamento e il recupero della marginalità sono le principali sfide che attendono il nuovo ad, Andrea Mangoni, già amministratore delegato di Acea, che conosce bene il settore in forza dei suoi trascorsi in Acea. Tanto più che allora l’utility era azionista di Tirreno Power, uno degli asset più problematici in mano a Sorgenia che ora dovrà tentare di rilanciare.

Inoltre i destini di Mangoni e della famiglia De Benedetti si erano già incrociati in Amber Capital, la Sgr di cui l’ex a.d Acea è stato anche consigliere. Ulteriore esperienza formativa nel mondo della finanza, oltre a quella in Telecom come responsabile delle operazioni in Sud America. Uscito da Acea, nel marzo 2009, Mangoni aveva inoltre creato una società di consulenza nell’energia tutt’ora in piedi, la Manesa, con altri due manager fuoriusciti dall’utility romana: Roberta Neri e Massimiliano Salvi. Mangoni torna dopo oltre 4 anni e mezzo a occuparsi di energia da protagonista.

Resta da definire il riassetto al vertice di Energia Concorrente. A quanto risulta a Quotidiano Energia, a breve potrebbe essere convocata una Giunta straordinaria per capire se Orlandi potrà proseguire il mandato fino alla scadenza naturale del febbraio 2014. Lo statuto lo permette, ma dovrà essere Sorgenia a dare indicazioni. Da febbraio la presidenza dell’associazione spetterà poi a uno degli altri associati: GdfSuez, Tirreno Power, Egl e Repower.

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