Selex Es ristruttura…i dipendenti

Selex_EsNel piano industriale chiusura di 22 stabilimenti e cig per tutti i dipendenti

 

 

ROMA – Sono passati sei mesi dalla nascita della Selex electronic systems (Selex Es), “partorita” dalla concentrazione delle attività di Selex Galileo, Selex Elsag e Selex sistemi integrati, tutte e tre società controllate dalla Finmeccanica. L’oggetto dichiarato della nuova azienda era quello di ridefinire la missione e il posizionamento del business dell’elettronica per la difesa e sicurezza.

Per raggiungere questo obiettivo – si leggeva nell’atto di nascita – Selex avvierà un percorso finalizzato ad una politica di investimenti e alla realizzazione di economie di scala, necessarie per competere sul mercato globale, che prevedono un piano di riorganizzazione aziendale.

A garanzia del rispetto degli impegni, il vice ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, rispondendo il 6 giugno scorso alla Camera ad un’interpellanza urgente, dichiarava che “l’azienda si impegna a non intraprendere alcuna azione unilaterale senza il preventivo confronto con i sindacati”. Ma c’è di più: nel caso in cui il confronto azienda-sindacati non pervenisse ad una soluzione positiva e condivisa, in termini di produttività ed occupazione, il Ministero si dichiarava a disposizione per svolgere un ruolo più attivo per favorire la ricerca di una soluzione a tutela dell’occupazione e della competitività dell’azienda e del settore nel suo complesso.

Senonché lo stesso 6 giugno la Selex electronic systems ha presentato un piano industriale per la razionalizzazione dei siti produttivi ed il ridimensionamento degli organici che prevede la chiusura di 22 stabilimenti, la cassa integrazione per due anni a zero ore per 1.822 dipendenti e 4 ore di cassa integrazione settimanali per gli altri 10.000 lavoratori del gruppo in Italia.

In un’interrogazione al ministro dello Sviluppo economico, il senatore Alessandro Maran di Scelta Civica, facendosi interprete di un sentimento diffuso soprattutto di questi tempi, teme che “il continuo ricorso agli esuberi sembrerebbe finalizzato più al contenimento dei costi che non al perseguimento di un chiaro indirizzo industriale con un conseguente impoverimento di competenze e centri di eccellenza che metterebbe a rischio anche la competitività dell’azienda”.

Prendendo spunto da un accordo sottoscritto tra la Selex Es e le rappresentanze sindacali di Fiom, Fim e Uilm per lo stabilimento di Ronchi dei Legionari, il parlamentare ricorda che in quell’occasione Selex Es e rappresentanze sindacali hanno sottoscritto anche un avviso comune nel quale si chiede l’apertura di un confronto con il Ministero finalizzato ad ottenere il sostegno da parte dello Stato per programmi utili a consolidare l’azienda in Italia e sui mercati internazionali.

Per questi motivi si chiede un intervento urgente del Governo per prendere in carico questa situazione, vista la fase di crisi che attraversa il nostro Paese, per evitare la perdita di altri posti di lavoro in un settore tecnologicamente avanzato che, per le sue caratteristiche di innovazione, ricerca, progettazione e produzione, può dare risultati importanti e contributi significativi per l’uscita del nostro Paese dalla crisi e per la ripresa economica.

Potrebbero interessarti anche