All’Atac prende il via lo “spoil system”

atac-sliderAzzerato l’intero Cda. Certo il cambio dell’ad Roberto Diacetti. Favorito alla successione Danilo Broggi

 

 

ROMA – Chi ha ragione, l’opposizione di destra in Campidoglio che parla di “spietato spoil system politico mai visto prima al Comune di Roma” (Alemanno) e di “crudele spoil system” (Ciocchetti), oppure il sindaco Marino che minimizza e intende solo dare “un segno di discontinuità con la gestione della passata amministrazione capitolina”?

Certo è che il blitz compiuto dalla nuova amministrazione sui vertici dell’Atac si è di fatto consumato nel giro di poche ore. Già venerdì, subito dopo l’incontro “tempestoso” tra il sindaco e l’amministratore delegato della società di trasporto, Roberto Diacetti, era partito l’ordine perentorio di dimissioni da parte di Marino ai due consiglieri dell’Atac, Giovanni Serra e Roberto Massaccesi, che hanno fatto decadere automaticamente l’intero cda.

Esce così di scena, dopo appena tre mesi dalla sua nomina, il manager che aveva diretto in passato, senza lode e senza infamia, “Risorse per Roma” prima della sua promozione al vertice della più importante (e indebitata) azienda municipale. Probabilmente non avrà avuto nemmeno il tempo di mettere mano al piano di risanamento del gruppo, ma certo che la sua proposta di dare il patrimonio immobiliare dell’azienda in garanzia per ottenere dalle banche un prestito di salvataggio non è piaciuta per niente al sindaco che vi ha visto solo un temporaneo palliativo. Resta solo da sapere quale sarà la buonuscita dell’ex ad e non saranno certo bruscolini dato che il 24 aprile scorso era stato riconfermato per tre anni.

Ora sarà l’assemblea dei soci (il Campidoglio possiede il 100 per cento dell’azienda) convocata per domani a scegliere i nuovi consiglieri di amministrazione che sostituiranno Diacetti e il presidente Roberto Grappelli. Fino a ieri le ipotesi più accreditate parlavano di un icarico all’ex ad di Alitalia, Rocco Sabelli. Erano però sorti dubbi sul suo nome, a partire dal compenso che, secondo le nuove norme sulla spending review, per l’amministratore delegato di Atac non dovrebbe superare i 68 mila euro annui, una cifra molto distante da quella percepita dal manager nei precedenti incarichi.

E così nelle ultime ore, tra una caccia al tesoro e un gioco di squadra nel ritiro del centrosinistra a Tivoli, ha guadagnato molte posizioni il nome di Danilo Broggi, ex amministratore delegato Consip e attualmente manager di Poste Assicura. Broggi, secondo i rumors di Palazzo Senatorio, sarebbe vicino all’accordo. Dopo l’eventuale indicazione dell’assemblea, domani le due commissioni comunali bilancio e mobilità si riuniranno in seduta congiunta, come previsto dallo statuto di Roma Capitale, per valutare le nuove nomine.

Molto probabile invece la conferma di Roberto Grappelli alla presidenza: il lavoro dell’ingegnere infatti gode di apprezzamento bipartisan e lasciarlo al suo posto servirebbe al Campidoglio anche per smorzare le accuse di «spoil system selvaggio» mosse dall’opposizione. Nel nuovo consiglio d’amministrazione potrebbero rientrare il ragioniere generale del Campidoglio Maurizio Salvi e il capo dell’avvocatura Andrea Magnanelli.

Ma vero timore dell’amministrazione capitolina è che la situazione economica dell’azienda sia addirittura peggiore del previsto. “Abbiamo una preoccupazione molto seria per quello che riguarda la situazione organizzativa ed economico-finanziaria dell’Atac, per questo abbiamo avviato una due diligence sui conti”, spiega il sindaco, che ieri si è confrontato sulla vicenda con il suo vice Luigi Nieri e l’assessore alla mobilità Guido Improta.

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