Governo, Epifani insiste sul rimpasto

Brunetta_sliderIl ministro Franceschini prende le distanze, mentre il capogruppo Renato Brunetta punta sul ‘riequilibrio’

 

 

ROMA – Restano agitate le acque intorno alla navigazione del governo. Guglielmo Epifani, segretario del Pd, non indietreggia sulla richiesta di un ‘tagliando’ a settembre per l’esecutivo con l’obiettivo di renderlo ”più forte” e con ”un profilo più autorevole”, il che significa alludere alla necessità di un ‘rimpasto’.

Tocca a Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento, prendere le distanze da Epifani: ”In molti, a cominciare dal segretario del Pd, hanno giustamente parlato di un’esigenza di rafforzare il governo. Questo lo vogliamo soprattutto noi che ne facciamo parte ma l’obiettivo si raggiunge lavorando sui punti programmatici che governo e maggioranza insieme si sono dati, a cominciare dalla conversione dei 6 decreti legge già in Parlamento e dalle norme in preparazione su Imu, Iva, ammortizzatori sociali ed esodati”.

Le parole di Franceschini puntano a indicare che il governo, pur ammaccato dal dibattito parlamentare sul caso della donna e della bambina fatte rientrare in tutta fretta in Kazakistan con procedure che non hanno tenuto conto del loro stato di rifugiate politiche, ha intenzione di passare dalle enunciazioni programmatiche alle scelte. Da qui l’annuncio ufficiale fatto da Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, sulla determinazione del governo di abolire l’Imu sulla prima casa. Il premier Enrico Letta, pur consapevole delle difficoltà, ritiene che il voto al Senato sul ‘caso Kazakistan’ con il respingimento della mozione di sfiducia nei confronti di Angelino Alfano, vicepremier e ministro degli Interni, equivalga a un nuovo voto di fiducia per l’esecutivo. Da qui la determinazione ad andare avanti per attuare il programma del governo sulle annunciate riforme strutturali in economia e sulle riforme istituzionali.

Letta ha intanto fatto sapere che sarà presente alla riunione del gruppo del Pd alla Camera, nella quale si prevedono turbolenze dei renziani sul sostegno all’esecutivo senza condizioni, fissata per mercoledì prossimo e di essere disponibile a partecipare alle riunioni di tutti gli altri gruppi dei partiti della maggioranza, se venissero richieste in questo senso perché occorre costruire rapporti più solidi tra governo e Parlamento.

A segnalare però che ci sono problemi all’orizzonte ci pensa anche Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera, che in una intervista al quotidiano Avvenire afferma: ”Serve un rilancio politico e programmatico della grande coalizione, basato su un patto forte, con un programma di legislatura, sull’esempio di quello che, nello scorso decennio, ha consentito alla Germania di portare a compimento le riforme necessarie”. Aggiunge Brunetta: ”A settembre dovremo stringere un nuovo contratto chiaro per una reale pacificazione protesa allo sviluppo. E si dovrà arrivare a una pari dignità di rappresentanza nel governo, proporzionata ai voti raccolti alle elezioni. Tra il Pd e il Pdl c’e’ stato uno scarto di voti pari allo 0,3%. Invece il Pd ha quasi il doppio di ministri, rispetto a noi. Serve un riequilibrio”. Il capogruppo del Pdl chiede che di conseguenza che nella composizione del governo il suo partito abbia lo stesso numero di ministri del Pd.

Nonostante lo stesso Alfano, come dichiarato in una intervista al Corriere della Sera di ieri, sia convinto che non ci siano alternative all’attuale maggioranza se non il caos, le tensioni attraversano il Pdl e non solo il Pd. Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi, ad esempio, a conclusione della Summer School di formazione politica Sorrento 2013, organizzata dalla Fondazione costruiamo il futuro, propongono una moratoria legislativa sui temi etici ”con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa”.

I quattro parlamentari del Pdl ribadiscono in un documento comune che occorre dare priorità ai problemi economici dell’Italia e non di altri temi come i matrimoni gay e le coppie di fatto, la legge sull’omofobia e il testamento biologico. ”Nel momento in cui l’Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità politico-istituzionale, appare necessario evitare l’introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa”.

Sul fronte del M5S, Gianroberto Casaleggio dichiara sul suo blog che nei prossimi mesi l’Italia avrà ”uno shock economico che potrebbe portare a disordini, rivolte, qualcosa che non può essere dominato dalla politica”. L’ideologo dei grillini ipotizza ”situazioni difficilmente controllabili dal punto di vista dell’ordine pubblico”. Casaleggio conclude ribadendo l’impraticabilità dell’ipotesi di un nuovo governo con il Pd: ”Uscirei dal movimento”.

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