Al ministero di Zanonato si prepara una rivoluzione

Zanonato_Flavio_sliderCura dimagrante della struttura. Riduzione dei dipartimenti da 4 a 2 e accorpamenti dg

 

ROMA – Rispetto alla normativa ordinaria del passaggio da un governo al successivo, questa volta le cose sono ancor più complicate perché si sommano gli effetti di due leggi, quella sullo spoil system, che concede al nuovo ministro 90 giorni per confermare o cambiare i vertici del suo dicastero, e quella sulla spendig review, che impone a tutti i ministeri una cura dimagrante della struttura e dell’organizzazione.

Al ministero dello Sviluppo economico l’effetto combinato di questi due fattori starebbe preparando una vera e propria rivoluzione.

Secondo infatti uno schema di decreto, tuttora oggetto di confronto con i sindacati, è sono allo studio riduzione dei dipartimenti da quattro a due, eliminazione e accorpamenti di direzioni generali (alcune delle quali collocate fuori dei dipartimenti) e “taglio” drastico di incarichi di studio e consulenze. Alla fine del processo, i dirigenti ministeriali saranno 174, di cui 23 (contro gli attuali 29) di prima fascia e 151 di seconda (dove la “scure” sarà assai più penetrante).

Il futuro dicastero guidato dal ministro Zanonato dovrebbe essere dunque articolato in soli due Dipartimenti (Impresa, Internazionalizzazione, Energia e Comunicazioni; Sviluppo e Coesione Economica) ed in quattro Servizi Centrali di livello dirigenziale generale creati dall’uscita di alcune DG dagli ex Dipartimenti.

Il SuperDipartimento, quello dell’impresa e dell’energia, dovrebbe essere a sua volta articolato in 10 direzioni generali (tra cui Risorse Minerarie ed Energetiche; Sicurezza per l’approvvigionamento e per le infrastrutture energetiche; Mercato elettrico, energie rinnovabili, efficienza energetica e nucleare, praticamente come avviene attualmente) avendo, a supporto, la segreteria tecnica energia ed il Nucleo di esperti di politica industriale.

L’altro Dipartimento si avvarrà invece di due direzioni generali (Politica Regionale Unitaria Comunitaria e Politica Regionale Unitaria Nazionale) con il supporto del Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici.

I quattro Servizi Centrali sono quelli degli Incentivi alle Imprese; Vigilanza sugli Enti, sistema cooperativo e gestioni commissariali; Organizzazione, bilancio e risorse umane; Sistemi informativi e risorse strumentali.

Va da sé che, al momento e nell’attesa dell’imminente varo del decreto del presidente, la questione nomine mostra ancora numerosi interrogativi. Come riferisce Quotidiano Energia, tre degli attuali Capi Dipartimento (Senni all’Energia, Sambuco alle Comunicazioni, Tripoli a Impresa e Internazionalizzazione) sono in scadenza contrattuale; nessun problema invece per Sabina De Luca a Sviluppo e Coesione Sociale.

Ora il nuovo SuperDipartimento lascia libero un solo posto. E Tripoli sembra da tempo in difficoltà. Quanto a Leonardo Senni, dovrebbe rimanere al Mse. Situazione comunque ancora in evoluzione.

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