Letta: no alternative a questa maggioranza

Letta_sliderIl premier chiede massimo impegno ai deputati del Pd sulle riforme istituzionali e sulla legge di stabilità. Domani pomeriggio riunione di direzione del partito

 

 

ROMA – Enrico Letta non mostra timidezze nel difendere il suo governo nel corso dell’incontro con i deputati del Pd di ieri sera: ”Non ci sono alternative politiche a questa maggioranza, neanche il voto con questa legge elettorale”. Il premier ricorda le priorità del suo governo: ”Non e’ stare un mese di più a Palazzo Chigi che mi farà cambiare gli obiettivi: rilancio economico, riforma istituzionale e un’altra Europa”.

Il presidente del Consiglio sottolinea inoltre la gravità della situazione economica: ”Occorre smettere di dire ‘vedremo’, ‘faremo’ ma dobbiamo dire abbiamo fatto”. Poi insiste nel ricordare che il Pd non può pensare di separare il proprio destino da quanto riuscirà a fare il governo: ”Io ce la metterò tutta ma questo percorso non deve portare il nome di una persona, a partire da me”. Letta evita di parlare dei problemi interni al Pd, rimandando per questo alla riunione di Direzione che si terrà domani e alla quale ha assicurato la sua partecipazione. Si limita a ricordare come il partito abbia rischiato l’implosione quando non e’ riuscito a eleggere Romano Prodi alla presidenza della Repubblica: ”Occorre costruire il Pd. L’attuale maggioranza non e’ stata scelta da noi, ma i novanta giorni che ci stanno alle spalle dimostrano che e’ possibile dare risposte e cambiare. Se centriamo gli obiettivi, a fine anno saremo in pianura e poi in discesa”.

In chiusura, il premier chiede il massimo impegno ai deputati del Pd sulle riforme istituzionali e sulla legge di stabilità che andrà varata in autunno e che conterrà – assicura – investimenti per l’economia (ieri Letta ha incontrato i leader sindacali proprio per avviare il confronto sulla legge di stabilità).

Nel corso del dibattito, i renziani – a iniziare dall’ex ministro Paolo Gentiloni – hanno chiesto di rispettare la priorità della riforma elettorale (ieri La Repubblica ha riproposto il problema con un preoccupato editoriale del direttore Ezio Mauro) e di non esagerare nell’esaltare la formula di governo delle ”larghe intese” che deve restare una eccezione. Francesco Boccia difende il governo ricordando i ripetuti appelli del presidente Giorgio Napolitano sulla delicata situazione che sta attraversando l’Italia. Non sono mancati interventi polemici sul ”caso Shalabayeva” e sulla decisione di non votare la mozione di sfiducia al Senato nei confronti di Angelino Alfano, ministro degli Interni. La riunione viene interrotta dopo le 21, quando si apprende che la conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso di dare il via libera a una seduta fiume notturna per arrivare all’approvazione in tempi ragionevoli del decreto ”Fare” (centinaia gli ordini del giorno presentati da M5S, Sel e Lega Nord).

Domani pomeriggio, nella riunione di Direzione del Pd, il confronto con Letta potrebbe essere più esplicito. Gianni Cuperlo, Rosy Bindi e Pippo Civati annunciano interventi critici nei confronti dell’operato del governo. Non e’ certa la partecipazione di Matteo Renzi.

L’incontro tra Letta e i deputati del Pd coincide con una giornata particolarmente affannosa per il governo. Pur avendo ricevuto la fiducia nell’Aula della Camera sul decreto ”Fare” (427 si’, 167 no), l’ostruzionismo del M5S ha avuto l’effetto di cambiare il calendario parlamentare. E’ stato rinviato l’avvio di discussione previsto per oggi alla Camera sul ddl contro l’omofobia e sul ddl che dovrebbe abolire tendenzialmente il finanziamento pubblico ai partiti. Potrebbe esserci seduta a Montecitorio anche sabato, mentre si accavallano le voci su una attività parlamentare che potrebbe andare in vacanza solo il 13 agosto.

Letta ha intanto deciso di annullare l’incontro con i parlamentari del Pdl fissato per oggi. Per il governo e’ ingorgo legislativo. Il 3 agosto scade il decreto sull’Ilva, il 4 agosto scade la data della conversione in legge del decreto sugli eco bonus. Il decreto ”Fare” deve essere approvato dal Senato entro il 20 agosto (anche a palazzo Madama il M5S annuncia ostruzionismo). Entro agosto va convertito in legge il decreto numero 76 sull’occupazione. In discussione al Senato e’ il decreto cosiddetto ”svuota carceri” che viene ritenuto urgente per alleviare la disastrosa situazione dei penitenziari. Fin qui gli impegni legislativi, ma sul futuro dell’esecutivo pesa inoltre quanto deciderà la Cassazione il prossimo 30 luglio sulle condanne inflitte a Silvio Berlusconi.

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