I commercianti dell’Esquilino sul piede di guerra

foriLe audizioni in commissione Commercio. Confermate le manifestazioni di protesta. Il vertice in Comune tra associazioni

C’era stato il preludio degli incontri dei commercianti e residenti dell’Esquilino sul piede di guerra con la Commissione commercio del Consiglio comunale e con i tecnici dell’Agenzia per la mobilità che stanno seguendo da vicino il progetto. Non è che si fossero fatti passi avanti nella “vertenza pedonalizzazione dei Fori”, ma almeno gli animi si erano stemperati.
“Ci hanno messo al corrente – ha spiegato il presidente della commissione Orlando Corsetti – dei dettagli di un piano che avrà un vero banco di prova tra due o tre settimane, e vigileremo perché ci sono gli strumenti, se fosse necessario, per modificarlo e migliorarlo”. Non c’era la stessa soddisfazione nei promotori del comitato ‘Trappola per i Fori’ perche “ci siamo semplicemente conosciuti, nulla più. Se potessimo chiedere oggi una modifica da attuare subito al progetto sarebbe di fermare il progetto stesso”.
Con queste premesse si è andati ieri al preannunciato incontro tra gli assessori capitolini al Commercio e alla Mobilità, Marta Leonori e Guido Improta e la presidente del I municipio Sabrina Alfonsi con le associazioni di categoria dei commercianti Confesercenti, Cna, Confartigianato e Confcommercio di Roma.
L’esito, che alcuni prevedevano infuocato, è andato invece tutto sommato bene come ha detto lo stesso Improta: “Sull’impostazione strategica, ovvero sull’obiettivo legato alla valorizzazione dell’area archeologica, c’è stata piena condivisione da parte di tutte le associazioni degli operatori economici presenti qui oggi”. Un incontro positivo “anche se un po’ in ritardo”, è stato il commento dei commercianti.
Tutte le parti hanno convenuto sul fatto che il vero test della nuova viabilità deve ancora arrivare: Lo stesso assessore si è dichiarato ottimista ma sempre prudente: “Aspettiamo la prossima settimana, che sarà particolarmente significativa rispetto ai flussi per la riapertura delle scuole, ma ci sono tutte le condizioni e il dialogo necessari affinché questo progetto possa andare avanti e registrare non solo la soddisfazione dei residenti, ma anche quella degli operatori commerciali, che devono essere accompagnati con delle iniziative di valorizzazione delle strade su cui insistono le loro attività”.
La situazione rappresentata dalle prime “vittime” della rivoluzione del traffico nella zona, cioè i commercianti, è di tutt’altro tono. “La loro grave crisi – spiega il presidente della Confesercenti di Roma, Valter Giammaria – si somma ai 1.500 negozi chiusi in città nei primi otto mesi del 2013”. E altrettanto allarmato è l’omologo della Confcommercio capitolina, Giuseppe Roscioli: “Da oggi parte un tavolo permanente e al Campidoglio chiediamo di far diventare tutta l’area di via Labicana e via Merulana un centro commerciale naturale (?) e di reintrodurre la sosta a tempo davanti ai negozi”.
Non si conoscono ancora le reazioni dei diretti interessati e dei vari comitati di protesta che in queste settimane si sono andati formando. Certo è che, in base alle nostre rilevazioni dirette sul campo, si tocca con mano un diffuso scetticismo di fronte alla mancanza di qualsiasi impegno concreto e al solito trasferimento di responsabilità e decisioni ad improbabili “tavoli di confronto” che nel migliore dei casi producono “topolini”.
E le dichiarazioni di Improta confermano il temporeggiamento: “Oggi attiviamo i tavoli istituzionali che rappresentano il luogo di confronto per le prossime questioni. Abbiamo perso 68 posti auto, penso sia un prezzo sostenibile rispetto all’ambizioso obiettivo”. Il risultato del giro di consultazioni dei giorni scorsi è che la serrata dei commercianti dell’area annunciata per il 14 settembre per ora è confermata.

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