Va in fumo la proposta antifumo della Ue

sigaretta_sliderRinviato ad ottobre il voto del Parlamento europeo sulla contestata proposta della Commissione

 


Di fronte al malumore evidente dei parlamentari europei nei confronti della proposta di revisione della direttiva sui prodotti del tabacco presentata dalla Commissione Europea, malumore testimoniato dai numerosi emendamenti depositati entro martedì scorso – anche grazie al grosso lavoro svolto dagli europarlamentari italiani Bartolozzi e Gargani – l’Ufficio di Presidenza del Parlamento ha deciso di togliere il voto sulla stessa proposta dall’ordine del giorno della sessione plenaria del Parlamento prevista per lunedì 9 a Strasburgo. Se ne riparlerà a metà ottobre per consentire tutti gli opportuni approfondimenti e modifiche al testo della Commissione.

La clamorosa decisione è giunta stamattina al termine di un lungo braccio di ferro tra le istituzioni comunitarie che sull’argomento fumo avevano espresso nei mesi scorsi giudizi molto diversi. Sulla proposta “talebana” della Commissione, infatti, già si era espresso criticamente il Consiglio dei ministri della salute che per bocca del ministro italiano Lorenzin aveva fatto sapere che “alcune misure destano preoccupazione non solo a me ma anche ad altri ministri. È importante che ci siano immagini dissuasive, ma massimo 60% del pacchetto; misure superiori provocherebbero parecchi problemi per la lotta al contrabbando e c’è il rischio che si metta in commercio tabacco scadente da altri Paesi”.

Alla fine il compromesso era stato raggiunto su un ingombro massimo del 65% e sull’abolizione del divieto di utilizzo di ingredienti necessari alla lavorazione del tabacco, mentre si confermava il divieto di prodotti aromatizzati, come per esempio le sigarette al mentolo.

Sulla materia tuttavia continua a pesare una babele di pareri che non hanno finora trovato una sintesi condivisa, fatta eccezione per la bocciatura unanime della proposta della Commissione.

La Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento ha votato per una dimensione delle avvertenze sanitarie sul pacchetto pari al 75% delle due superfici principali, mentre altre quattro Commissioni hanno optato per avvertenze sanitarie che non occupino più del 50% delle superfici principali. La stessa Envi invece propone di abolire del tutto qualsiasi additivo nel tabacco per sigarette.

Sul fronte interno la Commissione sanità del Senato italiano aveva già ribadito a giugno il parere negativo sulla proposta di revisione della direttiva, sia sotto il profilo della sussidiarietà che della proporzionalità, confermando quindi i pareri espressi anche durante la passata legislatura dalle commissioni competenti di Camera e Senato. La stessa Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, nella sua “Relazione sulla contraffazione nel settore del tabacco” aveva espresso un anno fa un parere critico su varie misure della proposta.

La parola finale passa ora dunque al Parlamento europeo che dovrà pronunciarsi sulla modifica definitiva della direttiva sul tabacco. L’intera filiera italiana del settore auspica che l’organo legislativo della Ue “stabilisca una dimensione massima ragionevole per le avvertenze sanitarie sui pacchetti”, elimini il divieto di commercializzazione delle sigarette slim e scongiuri la possibilità per la Commissione Europea di vietare discrezionalmente qualsiasi additivo o ingrediente, mettendo, di fatto, fuori mercato intere categorie di prodotto e di tabacco.

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