L’Italia si è fatta invivibile e infelice

trafficoL’indice di felicità del nostro Paese è caduto rovinosamente. Riduzione del welfare e impoverimento 

 

ROMA – L’Italia scende, anzi precipita in tutte le classifiche di vivibilità, di servizi, di infrastrutture e persino di felicità redatte da vari centri studi internazionali. La sindrome del declino del nostro Paese, di cui sociologi ed economisti discutono da una diecina d’anni, trova ormai riscontro in tutte le analisi condotte con diversi paramentri.
Nel nuovo Rapporto mondiale sulla Felicità dell’Onu il Bel Paese è in caduta libera. In appena un anno il rating dell’Italia è crollato dal 28° al 45° posto, superato persino da paesi con evidenti criticità, come Israele, Colombia e Messico.
La progressiva riduzione del perimetro del welfare, la congestione del traffico e la qualità dei servizi sono considerati i principali fattori che rendono più “infelici” i nostri concittadini. Siamo al livello di Slovenia, Guatemala e Sud Corea e lontani dagli altri Paesi europei che si trovano quasi tutti fra i primi 30 (tranne pochi altri ‘infelici’ come la Grecia e la Croazia). L’ostacolo maggiore alla felicità dei paesi economicamente più forti – secondo gli analisti delle Nazioni Unite – sembra essere la salute mentale: ansia, depressione e psicosi, sono alcuni dei mali che affliggono questo mondo e sopratutto la sua parte più ricca, dove tuttavia un terzo delle persone che ne soffrono non viene attualmente curata.
Il “Ranking of Happiness”, secondo l’Onu, è il seguente.
1. Denmark
2. Norway
3. Switzerland
4. Netherlands
5. Sweden
6. Canada
7. Finland
8. Austria
9. Iceland
10. Australia
11. Israel
12. Costa Rica
13. New Zealand
14. United Arab Emirates 
15. Panama 
16. Mexico
17. United States
18. Ireland
19. Luxembourg
20. Venezuela
21. Belgium
22. United Kingdom
23. Oman
24. Brazil 
25. France
26. Germany
27. Qatar (
28. Chile
29. Argentina
30. Singapore
31. Trinidad and Tobago
32. Kuwait
33. Saudi Arabia
34. Cyprus
35. Colombia
36. Thailand
37. Uruguay
38. Spain
39. Czech Republic
40. Suriname
41. South Korea
42. Taiwan
43. Japan
44. Slovenia
45. Italy
46. Slovakia
47. Guatemala
48. Malta
49. Ecuador
50. Bolivia

Le “città funzionanti sono, però, una derivata del welfare – sostiene il sociologo Domenico De Masi – In Italia il welfare viene smantellato, ecco perché gli italiani non sono felici, anche se hanno tutto per esserlo: clima, natura e opere d’arte. Gli italiani sono un popolo depresso perché stiamo assistendo a un “disorientamento” e alla perdita della nostra missione umana”, ritiene il sociologo. Ma anche un popolo ridotto in estrema povertà, sostiene l’economista Giuseppe De Marzo: “La povertà è diventata la principale malattia: quasi il 20 percento vive in povertà relativa con 506 euro al mese, 4,6 milioni al di sotto e quindi in povertà assoluta”.
Se poi passiamo da un concetto astratto, come la felicità, ad un’analisi assai più oggettiva qual’è il grado di vivibilità di una città, le cose per l’Italia vanno anche peggio. L’indice 2013 dell’ Economist Intelligence Unit, applicato a 140 città, premia la diffusa disponibilità di beni e servizi, i bassi rischi personali e le efficaci infrastrutture. Ebbene Melbourne, capitale dello Stato australiano di Victoria, continua ad essere, per il terzo anno consecutivo, la città che offre le migliori condizioni di vita al mondo, dopo aver strappato il titolo alla canadese Vancouver che è ora al terzo posto, dopo Vienna.

L’Europa ha 15 città fra le prime 25 per qualità della vita. Vienna ha il voto più alto sia nella classifica generale che in quella europea. il resto delle prime 10 è dominato dalle città tedesche e svizzere. Zurich infatti è seconda, seguita da Monaco (4), Düsseldorf (6), Francoforte (7), Ginevra (8), Copenhagen (9) and Berna (10). La palma della peggiore qualità della vita in Europa occidentale ce l’hanno Atene (83) and Belfast (64).
Le altre città europee fra le prime 25 sono Amsterdam (12), Berlin (16), Amburgo (17), Luxembourg (19), Stoccolma (19), Brussels (22) e Norimberga. Parigi arranca al 29° posto, seguita da Helsinki (32), Oslo (32) e Londra (38).
E Roma? In base ai parametri degli esperti dell’Economist, la qualità della vita nella Capitale si colloca nelle retrovie al 52° posto, preceduta anche da Lisbona (44) e da Madrid (49).
Ecco comunque le prime dieci città più vivibili del mondo
•    Melbourne
•    Vienna
•    Vancouver
•    Toronto
•    Calgary
•    Adelaide
•    Sydney
•    Helsinki
•    Perth
•    Auckland
Come si vede, da qualunque punto di vista la si guardi, la situazione del nostro Paese sembra avviata ad un inarrestabile crepuscolo. Ci vorrebbe un miracolo per invertire la tendenza ma, come diceva Jean Anouilh, “i miracoli sono fatti da uomini che usano il coraggio e l’intelligenza che Dio ha dato loro”. Non è purtroppo questo il nostro caso.

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