Il Tar manda a casa 17 consiglieri Cnel

MarzanoDimezzati dal governo Monti, i nuovi consiglieri non rappresentavano le categorie produttive.

 

ROMA – Erano stati tra le poche vittime di quel tentativo di spending review messo in atto dal governo Monti. Erano i consiglieri del Cnel, lautamente retribuiti, che nel dicembre 2011 erano stati ridotti da 121 a 64 con il primo decreto “Salva Italia”. Nel gennaio successivo il premier Monti aveva potuto così nominare il nuovo Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, fatto per tre quarti da rappresentanti delle categorie produttive.

A non gradire quelle scelte era stata però l’Ania, l’associazione delle imprese di assicurazione presieduta da Aldo Minucci, che si era rivolta al Tar per rivendicare un posto nel Consiglio del Cnel, che aveva sempre avuto fino all’ultima tornata di nomine. Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso dell’Ania in quanto le nuove nomine dovevano tener conto della maggiore o minore rappresentatività delle diverse organizzazioni di categoria e garantire il pluralismo.

In base a tale principio il Tar ha annullato le nomine di 17 rappresentanti delle imprese, dal momento che “il provvedimento di nomina dei diciassette rappresentanti dell’industria è privo di una confacente motivazione” e appare “viziato per difetto di istruttoria”. Al loro posto sono stati rimessi quanti rappresentavano gli industriali fino al momento dei “tagli”.

A casa dunque, su ordine dei giudici del Tar Lazio, sono stati mandati i diciassette attuali rappresentanti degli industriali, dei commercianti e degli agricoltori. In particolare hanno dovuto lasciare Villa Lubin, per la confederazione degli industriali, Costanzo Jannotti Pecci, Daniel Kraus, Antonio Maria Colombo, Delio Napoleone, Pasquale Carrano e Marcella Panucci; Marco Giuseppe Venturi per Confesercenti, Luigi Giannini per Federpesca, Giannalberto Luzi per Coldiretti, Antonio Patuelli per l’Abi, Cesare Fumagalli per Confartigianato, Giuseppe Perasso per Confitarma, Mario Guidi per Confagricoltura, Giancarlo Cremonesi, per la Camera di commercio di Roma, per Confservizi Enrico Postacchini, Bernardino Abbascià per Confcommercio e Nereo Marcucci per Confetra.

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