Fase di stallo alla Camera di commercio

Cremonesi_sliderIl Consiglio si spacca sulla richiesta di svolta programmatica e di cambio al vertice.

Il copione era annunciato. Nel Consiglio di ieri 20 consiglieri sui 32 della Camera di Commercio di Roma hanno presentato un documento per chiedere una “svolta programmatica” nella politica camerale e hanno invitato di conseguenza l’attuale presidente Giancarlo Cremonesi a presentare le proprie dimissioni.

Il confronto tra i piccoli imprenditori e i commercianti da un lato e gli industriali dall’altro era noto da tempo e nasce all’atto stesso della nomina del vertice della Camera, in uno scenario politico ed economico sostanzialmente diverso dal presente. Va detto che fino alla primavera scorsa questa diversità di visione programmatica non ha impedito la piena operatività degli organi esecutivi della Camera di commercio.

L’iniziativa dei “dissidenti” trova tuttavia un ostacolo nello statuto della Cciaa che non contempla l’atto di sfiducia nei confronti del presidente eletto. Tanto che Cremonesi ha potuto replicare sostenendo che “l’unico modo per dare discontinuità alla Camera di Commercio è dimetterci tutti”.

A giudizio di molti osservatori, non può che aprirsi a questo punto una fase di riflessione e di ricerca di soluzioni condivise per superare l’attuale fase di stallo, il cui esito finale, esorcizzato da tutte le categorie economiche rappresentate in Consiglio, potrebbe portare al commissariamento della Camera di commercio.

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