La disoccupazione tocca livelli record

Disoccupazione_precari_sliderIl dramma dei senza lavoro, soprattutto tra i giovani, gela l’ottimismo del governo sulla fine della crisi.

Il governo, pur ammettendo che non siamo ancora fuori dalla crisi, continua a spargere ottimismo un po’ per legittimare la propria azione, un po’ per ridare fiducia agli investitori e scongiurare la depressione dei consumatori.

Ma il giochino, che appartiene alla serie mistificatoria dell’“economia della comunicazione”, non funziona più. I dati fondamentali infatti del nostro sistema raccontano tutta un’altra storia e della luce in fondo al tunnel della crisi non c’è ancora nessuna traccia.
L’ultima doccia fredda sulle dichiarazioni rassicuranti di Saccomanni arriva stamattina dall’Istat. In Italia quasi un giovane su due tra i 15 e i 24 anni non ha lavoro e gli italiani over 24 disoccupati sono oltre 3 milioni, dato in aumento rispetto al mese precedente dell’1,4% e del 14,5% su base annua. La disoccupazione giovanile ad agosto balza al 40,1%, in rialzo di 0,4 punti percentuali su luglio e di 5,5 punti su base annua. E? il record assoluto perché viene superata per la prima volta la soglia del 40% e raggiunto il livello più alto dall’inizio storico delle rilevazioni.
In termini generali la disoccupazione ad agosto sale al 12,2%, in rialzo di 0,1 punti percentuali su luglio e di 1,5 punti su base annua. L’Istat aggiunge come sia stato uguagliato il massimo già raggiunto a maggio, il livello più alto in assoluto. In valori assoluti, il numero dei disoccupati ad agost era pari a 3 milioni 127 mila. Rispetto al mese precedente la disoccupazione ad agosto cresce sia per la componente maschile (+1,7%) sia per quella femminile (+1,0%). Anche su anno la disoccupazione cresce sia per gli uomini (+18,9%) sia per le donne (+9,4%).
Intanto proprio la questione del lavoro è tema di un rapporto del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro). In particolare per quanto riguarda la questione giovanile non si arresta il fenomeno dei Neet (“not in employment, education or training”): la quota di ragazzi che non hanno un’occupazione e al tempo stesso non sono a scuola o in formazione si attesta al 23,9% della popolazione giovanile, con punte di 35% nelle regioni del Mezzogiorno. Più attivi sul mercato, ma più disoccupati o sotto inquadrati rispetto ai livelli di istruzione conseguiti, i giovani confermano ancora una volta il vuoto che esiste tra i risultati del sistema formativo e la domanda di lavoro ed il progressivo incremento del fenomeno dell’over-education. I giovani sono inoltre più frequentemente working poor, lavoratori a basso salario, che accettano condizioni lavorative, che li espongono al rischio di indigenza, pur di entrare nel circuito produttivo. Peraltro, la maggiore disponibilità a prestazioni saltuarie e non inquadrate ha determinato la crescita del lavoro nero in tutto il Paese.

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