Alitalia, il ricatto di Air France

AlitaliaIn corso l’assemblea della compagnia che dovrà decidere sulla ricapitalizzazione dell’impresa

 

ROMA – Più che a Roma, dove è riunita dal pomeriggio l’assemblea dell’Alitalia, si guarda a Parigi da dove si attende il sì alla sottoscrizione dell’aumento di capitale. Pur avendo infatti il rappresentante della compagnia francese in cda approvato venerdì scorso la manovra da 500 milioni di euro (ricapitalizzazione per 300 milioni e nuove linee di credito per altri 200), è ancora in dubbio se il gruppo Air France-Klm sottoscriverà la quota di propria competenza dell’aumento di capitale.

Secondo autorevoli media francesi, il gruppo sarebbe contrario a cacciare circa 75 milioni dopo averne già tirati fuori 38 per il prestito ponte di febbraio. Per sottoscrivere l’aumento, secondo le stesse fonti, Air France potrebbe essere interessata a salire al 50% di Alitalia per ottenerne la gestione operativa e attuare un piano di ristrutturazione vero e proprio. Un piano all’insegna del ridimensionamento della flotta e dell’organico, taglio dei costi e recupero di efficienza analogamente a quanto sta portando avanti in casa propria dove sta trattando un piano di riduzione del personale per 2.800 addetti, un recupero di efficienza del 20% e una riduzione del debito da 6,5 a 4,5 miliardi.

Nelle ultime ore “Le Monde” ha parlato di un avvicinamento delle posizioni. L’Air France avrebbe ribadito all’amministratore delegato dell’Alitalia, Gabriele Del Torchio, le sue condizioni chiedendo un «cambio di strategia» con la «rinuncia ad aprire nuove rotte e acquistare nuovi aerei». E, secondo l’autorevole quotidiano, sembra che queste condizioni «stiano per essere soddisfatte».

Da voci raccolte tra alcuni azionisti italiani le cose non starebbero affatto così. Se quelle condizioni fossero effettivamente poste a base di un eventuale accordo, secondo fonti vicine all’operazione, si fa sapere che la ricapitalizzazione, strutturata in modo tale da garantire la riuscita dell’operazione, si farà comunque, con o senza l’apporto del socio francese (anche se è auspicabile che anche Air France insieme a tutti i soci partecipi all’operazione).

Le condizioni per un accordo tra i principali soci ci sono ancora sia per quanto riguarda il nuovo piano industriale che sul valore dell’azienda anche se, secondo il gruppo franco olandese, il piano di emergenza proposto non é sufficiente e il valore della compagnia non è stato determinato. D’altronde il valore di Alitalia (che secondo il Credit Suisse potrebbe arrivare a 150 milioni) ha un peso rilevante nei nuovi assetti azionari dato che tanto più sarà alto l’attuale valore dell’azienda, tanto più dovranno pagare i nuovi soci come Poste Italiane.

Diversamente, se i francesi si tirassero indietro, oltre a veder drasticamente ridotta la loro attuale quota, perderebbero anche quel “diritto di veto” di cui hanno goduto finora con il 25% del capitale, dal momento che i patti parasociali prevedono una maggioranza dell’80% per le scelte strategiche, come nuove alleanze industriali o l’ingresso di nuovi azionisti. Le prossime ore dovrebbero sciogliere tutti i nodi che ancora legano la nostra compagnia.

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