Poste, valzer di poltrone tra i soliti noti

Massimo_SarmiNel girotondo Poste-Alitalia entrano anche i pesci piccoli

 

 

ROMA – Nel grande vortice che sta sconvolgendo i piani alti di Telecom, di Alitalia, di Poste Italiane, sono direttamente coinvolti alcuni dei “big manager” del nostro panorama industriale. Per un Bernabè che lascia agli spagnoli il comando di Telecom Italia c’è un Massimo Sarmi che scalpita per succedergli, per un Del Torchio che si vede passare sopra la testa la ricapitalizzazione della compagnia aerea di bandiera c’è ancora una volta “il postino con le ali” che, nell’inedita veste di socio di riferimento, tratta con il suo pari grado francese, Alexandre de Juniac, le linee del nuovo piano industriale di Alitalia.

E’ inevitabile in casi come questi che l’onda d’urto di un vortice così turbinoso si propaghi ai dirigenti almeno di prima fascia delle aziende coinvolte. E l’effetto alone precede talvolta addirittura l’arrivo del terremoto. E’ quello che succede, per esempio, alle Poste dove pure Sarmi è ancora in sella e già si sentono le prime scosse sismiche.

Si dà il caso che la missione di Massimo Sarmi a Parigi doveva rimanere segreta. E invece pare che appena uscito dalla sede di Air France Klm all’aeroporto Roissy-Charles de Gaulle di Parigi, il nostro si sia pavoneggiato sull’esito dell’incontro con i suoi più stretti amici giornalisti. Apriti cielo! Tutte le altre testate giornalistiche e radio televisive, bruciate dallo scoop, hanno protestato vibratamente con l’ufficio stampa di Palazzo Chigi, che non ha potuto che confermare l’accaduto attraverso un comunicato stampa ufficiale.

Chi ha fatto le spese di questa gaffe mediatica? Nell’immancabile ricerca di un capro espiatorio, l’attenzione si sarebbe fermata sullo staff di Poste Italiane guidato da Simona Giorgetti. Le malelingue già parlano delle trame in corso al ministero dell’Economia per sostituire la ex addetta stampa della Merloni. A tesserle sarebbe il capo della segreteria tecnica di Saccomanni, quel Francesco Alfonso, consigliere della Corte dei Conti, già stretto collaboratore di Carlo Azeglio Ciampi ai tempi della Banca d’Italia e poi al Quirinale (definito da Dagospia il “Rasputin di via XX Settembre” non tanto perché conosce tre o quattro parole di russo, ma per la sua abilità nei giochi di palazzo, veleni compresi).

Su poltrona di responsabile della comunicazione di Poste, si dice che il Tesoro vorrebbe piazzare Carlo Maria Fenu, disoccupato da quando ha lasciato Finmeccanica dove era stato chiamato da Giuseppe Orsi. Proprio con il suo capo, come rivelato da alcune intercettazioni telefoniche, Fenu avrebbe concordato “di montare una campagna di stampa retribuita e compiacente” per creare uno “schermo di solidarietà” al numero uno di Finmeccanica.

Uscì fuori che poco prima dell’arresto di Orsi, lo stesso Fenu firmò con la società di comunicazione Barabino&Partners un contratto da 40 mila euro al mese (spese escluse) per sette mesi, più un premio finale di 60 mila euro. il successore di Orsi, Alessandro Pansa, è stato costretto a rinegoziare il contratto con gli uomini della Barabino&Partners.

Se dunque i trascorsi di Fenu sconsigliassero la sua candidatura alla poltrona della Giorgetti, sarebbe già pronta la carta di riserva: Carlo Fornaro. Con un pedigree stellato (è stato negli anni responsabile delle relazioni esterne  di Vodafone, di Rcs, di Luxottica e di Telecom Italia), da gennaio di quest’anno ha aperto una sua agenzia di comunicazione, la “Scomunica”, insieme alla moglie Carlotta Rossi Spencer.

Potrebbero interessarti anche