A Roma il workshop delle Consip europee

ConsipIl valore movimentato equivale a 9% del Pil UE.

 

ROMA – Si e’ riunito per la prima volta in Italia, a Roma, il gruppo informale delle Centrali di Acquisto europee, organizzato da Consip, la centrale acquisti italiana. Nel corso del workshop di due giorni ”i rappresentanti delle Centrali europee si sono incontrati per condividere le proprie esperienze maturate nei rispettivi Paesi e affrontare i temi emergenti in materia di acquisti aggregati”.

Nato nel 2012, il network informale europeo delle Centrali di Acquisto nazionali pubbliche e’ stato creato sotto forma di iniziativa spontanea e si e’ gia’ riunito due volte, in Danimarca e Austria. Significativa la partecipazione al workshop romano cui hanno partecipato 13 diverse Centrali operanti in 12 Stati: Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lituania, Portogallo, Regno Unito, Slovenia e Svezia, che partecipa all’incontro con due centrali di acquisto nazionali.

”Gli acquisti di beni e servizi valgono il 9% del Pil degli Stati Ue, che hanno organizzato in vario modo il ruolo di Centrale di Acquisto nazionale: Societa’ (come Consip ed altre), Agenzie, Direzioni di Ministeri, o addirittura un Servizio della Corona come la britannica Gps”. Focus primario dell’operativita’ di ciascuna Centrale di Acquisto sono i beni ed i servizi ‘di funzionamento’ delle Pubbliche Amministrazioni.

Ma non solo, ”poiche’ -sottolinea Consip- molte acquistano beni e servizi per assicurare servizi ai cittadini, come la scuola e la sanita’, altre sono particolarmente specializzate nell’acquisto di beni e servizi per le forze di polizia”. ”Pressoche’ tutte gestiscono le complesse gare finalizzate allo sviluppo dell’Agenda Digitale nazionale” dice ancora la societa’ del Mef. ”Innovazione, trasparenza e risparmi sono i risultati che ciascuna Centrale di Acquisto nazionale garantisce al proprio Paese, con un massiccio impiego di piattaforme di e-procurement. Grazie al workshop le esperienze di ciascuna Centrale di Acquisto diventano un patrimonio comune”.

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