Incarichi dirigenziali eterni al Cnr

Cnr_sliderChi pensava che l’ondata di proroghe dell’aprile scorso sarebbe stata l’ultima, si è dovuto ricredere

 

ROMA – Con provvedimento n. 58992 del 2 ottobre scorso, il direttore generale del Consiglio nazionale delle ricerche, Paolo Annunziato, dopo aver constatato che i regolamenti attuativi dello statuto dell’ente, entrato in vigore nel lontano 19 aprile 2011, sono ancora di là da venire, non ha potuto far altro che diffondere una “lenzuolata” di proroghe dei maggiori uffici dirigenziali. La motivazione è paradossale: “Il provvedimento è finalizzato ad assicurare un percorso lineare per l’implementazione dell’amministrazione centrale, adottando la necessaria gradualità volta a consentire la continuità dell’azione amministrativa nonché valorizzare le professionalità che operano nel sistema”.

Il tutto naturalmente per “il periodo strettamente necessario alla definizione degli atti regolamentari e nelle more della effettiva operatività della riorganizzazione” (!) Questo l’elenco dei prorogati. Il direttore generale ha pensato bene di tenere per se medesimo l’interim sia della direzione dell’Ufficio Comunicazione e dell’Urp (rimasto vacante, nel frattempo, per il ritorno all’amministrazione di provenienza, di Giuseppe Festinese), sia dell’Ufficio valorizzazione della ricerca e, buon ultima, anche quella del Servizio per la gestione informatica dei documenti e degli archivi.

Duplice prorogatio per Giuliano Salberini, primo ricercatore ma anche titolare di un contratto dirigenziale ex art. 19, sia per la direzione dell’ufficio affari istituzionali e giuridici che per la segreteria del Collegio dei revisori dei conti”.

Proroga anche per Alessandro Preti (direzione centrale supporto alla gestione delle risorse); Massimiliano Di Bitetto (direzione centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture); Gianpiero Ruggero (struttura tecnica per la misurazione della performance); Gian Pietro Angelini (ufficio contabilità generale e bilancio), Virginia Coda Nunziante (ufficio accordi e relazioni internazionali) e Anna D’Amato (ufficio attività e relazioni con le istituzioni europee).

A stretto giro, i direttori centrali prorogati, a loro volta hanno provveduto a posticipare gli incarichi per la direzione delle strutture in cui si articolano le rispettive direzioni. Così, il direttore centrale f.f. Di Bitetto, dopo aver prorogato se stesso nell’incarico di ben tre direzioni di uffici (Programmazione operativa; Sviluppo e gestione del patrimonio edilizio e Supporto alle partecipazioni societarie e convenzioni), ha differito al 31 dicembre 2013 – salvo ulteriori proroghe – gli incarichi già conferiti a Maurizio Lancia (Ufficio sistemi informativi e documentali); a Mario Tozzoli (Ufficio infrastrutture di elaborazione e di comunicazione); a Gianluca Sotis (Ufficio prevenzione e protezione) e a Pierpaolo Orrico (Servizi generali della sede).

Il direttore centrale f.f. Preti, prima ha prorogato se stesso nell’incarico di direzione dell’Ufficio stato giuridico e trattamento economico del personale e nella direzione della “Formazione del personale”, poi ha procrastinato gli incarichi già conferiti a Rosanna Guernieri (Ufficio concorsi); Roberto Tatarelli (Ufficio monitoraggio risorse e ragioneria della struttura amministrativa centrale), Alda Di Cesare (Ufficio trattamento previdenziale e di fine rapporto del personale); Alessio Marchetti (Responsabile della struttura Data Manager) e Orazio Fabrizio (Responsabile della struttura contratti collettivi e rapporti con i sindacati).

Una inarrestabile cascata di proroghe, dunque, che sembra aver trasformato l’attuale organizzazione dell’amministrazione centrale del Cnr in una alternativa senza avvicendamento, secondo una formula tanto cara all’indimenticata e indimenticabile Prima Repubblica.

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