Ue indignata contro gli USA

tlc-cellulareNel vertice UE iniziato ieri, affrontato, come primo tema all’ordine del giorno, il tema delle intercettazioni.

Chiudere al più presto la pagine del datagate. L’Unione europea, dopo la vicenda delle attività di intercettazione dell’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti chiederà conto a Washington per cercare di giungere a un accordo transatlantico entro la fine dell’anno ed evitare cosi’ che quanto accaduto non si ripeta più. E’ questa la decisione di rilievo della prima giornata del vertice dei capi di Stato e di governo dei paesi dell’Ue.

Il datagate e’ stato l’ultimo tema ad essere aggiunto all’agenda dei lavori, e quello affrontato con più urgenza: prima dell’inizio della riunione del Consiglio europeo il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno tenuto un incontro bilaterale, da cui sono nate l’idea e l’iniziativa franco-tedesca per nuove regole in fatto di rapporti di intelligence tra l’Europa e il partner d’oltre oceano (un ”codice di condotta”, come definito da Hollande). Una proposta che ha trovato sostegno unanime negli altri 26 capi di Stato e di governo, che a fine giornata hanno rilasciato una dichiarazione congiunta sul tema. ”I rapporti di partnership – recita la dichiarazione dei ventotto – deve fondarsi sul rispetto e sulla fiducia, anche nella cooperazione dei servizi segreti.

Una mancanza di fiducia potrebbe pregiudicare la necessaria collaborazione nel campo dell’intelligence”. I leader europei quindi ”prendono nota” delle intenzioni di Francia e Germania di avviare colloqui bilaterali con gli Stati Uniti per raggiungere entro la fine dell’anno un’intesa sulle relazioni, sottolineando che ”gli altri paesi dell’Ue accolgono l’iniziativa”. L’Unione europea, dunque, ha definito ”una posizione unitaria molto netta e molto forte” sul caso datagate, precisa lasciando la sede del Consiglio Ue il presidente del Consiglio, Enrico Letta. La decisione comune e’ quella di ”richiedere informazioni e andare da qui alle prossime settimane a un chiarimento, una cooperazione con gli Stati Uniti per capire che cosa e’ successo e evitare che possa ripetersi”. La decisione e’ ”giustificata dagli eventi che sono accaduti”, e l’Unione europea di fronte a questo accaduto ”non vuole creare un antagonismo ma trovare una soluzione”.

Letta, che non risponde a domande su questioni di politica interna e di governo, precisa quindi che la questione del datagate ”non ha nessuna relazione” con i negoziati per l’accordo di libero scambio Ue-Usa, accordo ”importante per l’Italia”, e dunque le trattative ”devono andare avanti”. Progressi sono stati inoltre compiuti sulla questione dell’Unione bancaria. Il tema e’ stato affrontato, ma per decisioni si attende il nuovo governo tedesco. Al termine della prima giornata di lavori Letta ha confermato che ”sono stati fatti passi avanti e a dicembre verificheremo se ci sia stata una svolta”, mentre Hollande ha precisato che ”entro dicembre” sara’ trovato un accordo accordo sul meccanismo unico di risoluzione delle crisi bancarie, e che ”entro aprile” 2014 sara’ approvato.

Sugli altri punti in agenda resta fermo l’impegno di creare entro la fine del 2014 l’area unica della ricerca, ed entro la fine del 2015 il mercato unico digitale. Il tutto attraverso azioni che permettano di superare l’attuale frammentazione. Il mercato unico digitale, pero’, conoscera’ dei ritardi sulla tabella di marcia: la Gran Bretagna si oppone ad un rafforzamento della normativa Ue sulla protezione della privacy e della tutela dei dati personali, che considera penalizzante per le imprese. Cosi’ quasi certamente slittera’ (a Bruxelles si parla di un anno) l’approvazione della nuova normativa sulla protezione dei dati, previsto entro la primavera 2014. Oggi il via alla seconda giornata di lavori, dedicata a partnership orientale e immigrazione.

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