Metro C, il braccio di ferro continua

Metro_sliderNonostante l’accordo sottoscritto in giunta, dei 230 milioni non si è visto un euro

 

ROMA – Ci sono state troppe promesse non mantenute e troppe contraddizioni all’interno della stessa stazione appaltante per credere che i problemi della metro C siano stati definitivamente risolti. Così gli operai addetti ai lavori hanno incrociato le braccia. I lavoratori e le rappresentanze sindacali protestano contro il mancato pagamento dei salari di agosto e settembre degli uomini impegnati nei cantieri. Il presidio è in via Gordiani: “Il programma è semplice – spiega uno dei circa settanta operai che attendono al cantiere – se ci pagano ricominciamo a lavorare, se no resta tutto fermo”.

Eppure sembrava che la memoria approvata la settimana scorsa in giunta di Roma Capitale con cui era stato stabilito l’iter per lo sblocco dei 230 milioni destinati al general contractor di Metro C per la riapertura dei cantieri avesse risolto la querelle. La memoria infatti stabiliva che il dipartimento della Mobilità, previo parere dell’avvocatura capitolina, adottasse ogni provvedimento necessario a garantire l’amministrazione capitolina da qualsiasi pregiudizio di natura risarcitoria. A seguito di queste verifiche, la Ragioneria capitolina era impegnata ad adottare i provvedimenti necessari per dare piena efficacia all’accordo raggiunto col general contractor.

E’ invece la situazione è ancora in stallo dopo che una delegazione di sindacati ha incontrato i rappresentanti del Consorzio e in attesa di vedere domani il Sindaco Marino per evitare un nuovo blocco dei cantieri riaperti il 9 settembre scorso. “Con l’assemblea di venerdì i lavoratori sono venuti a conoscenza della situazione riguardante i 230 milioni – spiega Marco Austini di Fillea-Cgil – Metro C aveva garantito il proseguimento dei lavori sulla base dell’accordo raggiunto con il Comune. I soldi sono stati stanziati dal Cipe ma non ancora erogati. Metro C non ha potuto pagare i lavori contrattualizzati in questo periodo. I lavoratori non hanno ricevuto la busta paga ad agosto e settembre. Le imprese sono con l’acqua alla gola, 4 o 5 aziende sono fallite e altre si sono ritirate. Le banche che conoscono la situazione bloccano i fidi. L’istituzione della commissione sembra un’ulteriore iniziativa per perdere tempo”. “La nota diffusa dal Campidoglio non è sufficiente – spiega Remo Vernile di Feneal-Uil – Marino continua a parlarci attraverso i comunicati stampa, noi vogliamo un tavolo fra le parti sociali”.

D’altronde anche da parte del Consorzio per la costruzione della metropolitana fanno sapere che il tempo delle chiacchiere è scaduto: “Non possiamo più aspettare, in cassa non c’è più una lira e abbiamo 170 milioni di debiti con le banche. Stiamo parlando di somme che ci sono dovute dal 2011, dichiarate disponibili da tutti gli enti finanziatori, per le quali abbiamo emesso una fattura che non ci è stata pagata. Solo in Italia – è l’amara conclusione dei costruttori – può succedere una cosa così”.

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