Che fatica approvare il bilancio del Comune

Campidoglio_sliderLa Giunta vara il bilancio di previsione di quest’anno. Coperto il buco di 816 milioni ereditato dalla precedente amministrazione.

 

ROMA – Che fosse un’impresa al limite della disperazione lo si sapeva, ma nessuno prevedeva che il bilancio di previsione 2013 di Roma Capitale presentasse ancora tante trappole dopo un anno di ritardo. Nella riunione della notte scorsa infatti la Giunta si è trovata ad affrontare una serie di problemi e di maggiori oneri imprevisti che l’hanno costretta ad un vero e proprio tour de force che si è concluso solo stamattina verso l’una, mettendo a dura prova il fisico e i nervi del Sindaco e degli assessori.

La maratona notturna ha fatto i conti con un bilancio – da 6,5 miliardi – che coprirà la falla di 816 milioni contando su tagli per 131 milioni (ma i tagli contabili sono 223), a cui si aggiungono 315 recuperati grazie al Salva Roma, i 100 che dovrebbero arrivare dalla Regione per il Tpl, 9 da dividendi Acea, 37 da oneri dell’urbanistica. Infine – e questo è un bel punto interrogativo – ci sono 38 milioni da maggiori introiti con le contravvenzioni.

Nella ricostruzione della riunione, i lavori della Giunta erano iniziati ieri pomeriggio alle 17 e, con le cifre ormai definite dall’assessore Daniela Morgante, doveva esaurirsi in due/tre ore. Tanto è vero che per le 19.30 era prevista la conferenza stampa con cui si doveva presentare il provvedimento. Ma alle 23, dopo sei ore di snervante confronto tra sindaco e assessori, ancora porte chiuse. «Come minimo, serviranno altre due ore».

Tra gli ostacoli inattesi incontrati lungo la strada, una spesa imprevista di 53 milioni di euro per Ama. Inevitabile pensare ai costi che Roma sostiene ogni giorno, da quando è stata chiusa Malagrotta senza trovare una discarica alternativa, per portare i rifiuti in Piemonte e in Romagna. L’assessore Estella Marino ha spiegato che aveva comunicato per tempo il problema dei 53 milioni di euro, l’assessore al Bilancio, Daniela Morgante, ha proposto di spostare questa cifra sull’esercizio del 2014 intervenendo semmai poi sulla tariffa dei rifiuti. Questo però ha fatto innervosire Ignazio Marino, che si è preso l’impegno che non avrebbe aumentato le tasse.

Era solo uno degli scogli da aggirare nel sofferto confronto con gli assessori, anche perché i tagli ci sono e sono pesanti: la minoranza parla di 223 milioni di euro, la tabella diffusa da Roma Capitale ne conteggia 131, ma comunque saranno numerosi gli assessorati (e i Municipi) che dovranno stringere la cinghia. Rispetto all’ultimo documento di bilancio aumentano di 43,6 milioni di euro i fondi destinati alle infrastrutture e alla manutenzione (+29,31 rispetto al 2012), di 12,8 milioni quelli per le infrastrutture scolastiche (+9,16%) e di 9,5 milioni le risorse per i servizi sociali e la salute (+6,53). Ridotta, invece, dell’8% la spesa per la mobilità e i trasporti (-59,9 milioni), quella per il verde e la protezione civile (-39,7 milioni) e i trasferimenti ai Municipi (complessivamente -12%, circa -27,3 milioni). Un altro capitolo riguarda la spending review sul Campidoglio: diminuiscono, rispetto al 2012, di 9,3 milioni di euro i fondi destinati al Gabinetto del sindaco (-52%), di 6 milioni i trasferimenti per il funzionamento dell’assemblea capitolina (-56%).

Inizia adesso la corsa contro il tempo per l’approvazione finale. I Municipi infatti dovranno esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante sul bilancio entro 20 giorni. Dopo, il documento ritornerà in commissione bilancio e poi toccherà all’Aula Giulio Cesare dare il suo ok: entro il 30 novembre, per evitare il commissariamento.

“E’ stato un ottimo risultato siamo riusciti utilizzando rigore, severità, revisione di tutti i conti a chiudere in giunta un bilancio 2013 come avevo promesso da mesi senza innalzare le tasse in nessun settore né Imu, Irpef, né tassa di soggiorno, né l’occupazione suolo pubblico – ha commentato il sindaco di Roma, Ignazio Marino – Questo rigore dovrà essere esercitato anche nei prossimi tre anni, perché da una operazione salvavita nei confronti della città, adesso che il paziente è stabilizzato, dobbiamo cercare di portarlo fuori dalla rianimazione – ha aggiunto – Più che tagli ci sono state delle decisioni strategiche di non ridurre gli investimenti nel sociale e in tutte quelle aree che possono colpire le persone in condizione di fragilità. Per il prossimo triennio, abbiamo immaginato un Piano investimenti da 1,3 miliardi di euro. Ieri notte abbiamo cominciato a lavorare al Bilancio 2014 – ha concluso Marino – La riunione di Giunta è durata così a lungo perché ogni assessore ha fatto un disegno di ciò che vorrebbe fare per il 2014. L’importante è che la città possa ripartire economicamente”.

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