Atac al centro di inchieste giudiziarie

Atac_sliderContraffazione dei biglietti, una storia che dura da anni. In ballo circa 70 milioni di euro l’anno. Il sindaco Marino su tutte le furie.

 

 

ROMA – Un presunto sistema di falsificazione dei biglietti Atac per diecine di milioni a favore di impiegati disonesti e di uomini politici. E’ questa la notizia trapelata ieri che ha mandato su tutte le furie il sindaco Ignazio Marino: «Lo dico con molta chiarezza. Se i fatti pubblicati sono veri e se ci sono dei colpevoli, di qualunque partito siano, io spero che siano arrestati e che venga buttata la chiave», ha detto.

Nella ricostruzione della truffa, secondo La Repubblica, dai documenti dell’azienda dei trasporti capitolina e dalle intercettazioni emerge in termini alquanto evidenti l’esistenza di una doppia contabilità di cui l’Atac è stata “oggettivamente vittima, ma, si scopre ora, anche architetto”.

La Procura di Roma e la guardia di finanza, infatti, nel marzo scorso hanno notificato tre avvisi di garanzia proprio per la vicenda dei biglietti clonati. Si sarebbe trattato di un flusso ingente di «titoli di viaggio» falsi, stampati dalla stessa Atac e girati ai rivenditori ufficiali, consentendo in questo modo di accantonare fuori bilancio circa 70 milioni di euro all’anno (su un ricavo totale dalla vendita dei biglietti pari a 249 milioni). La notizia del raggiro quindi era nota da tempo, ma finora non se ne conoscevano gli autori e i beneficiari

Sulla dinamica della mega truffa, le ricostruzioni si fanno più incerte. Secondo il racconto di un anonima “gola profonda”, subito dopo l’elezione di Gianni Alemanno a sindaco (2008), ci sarebbe stato “un accordo politico bipartisan che avrebbe imposto pacificazione e continuità (anche truffaldina, ndr) nelle aziende del trasporto pubblico dopo il passaggio dal centrosinistra al centrodestra».

Secondo l’inchiesta, gran parte dei dirigenti coinvolti nella presunta truffa sarebbe ancora al loro posto e il sistema di clonazione dei biglietti sarebbe sempre operativo, anche dopo l’elezione di Ignazio Marino (Pd) a sindaco. Oggi pomeriggio alle 14.20 il sindaco terrà una conferenza stampa sull’argomento, mentre stamattina c’è stata la prima protesta dei lavoratori contro l’Atac.

Ma in quanto ad operazioni fraudolenti pare che l’Atac non si faccia mancare niente. Mentre esplode la truffa dei biglietti clonati, riemerge l’incredibile vicenda di Trambus Open, orchestrata dal consigliere delegato Fausto Concezzi e dall’ad Adalberto Bertucci, in combutta con la società francese Le Cars Rouge.

Era successo che, dopo la risoluzione del contratto con l’Opera Romana Pellegrinaggi, Trambus decide di vendere 10 pullman scoperti in eccedenza alla società “Open Top Sightseeing Italy” (posseduta dall’azienda francese) per 1,5 milioni di euro. il revisore dei conti Atac, Emiliano Clementi, rileva che la vendita “non è accompagnata né da un contratto né da una perizia sui 10 automezzi ceduti”, per i quali, peraltro, vengono versati solo 500.000 euro.

Ma non è finita. Due mesi dopo la fatturazione della compravendita (29 aprile 2009) Trambus Open riacquista da Open Top Sightseeing Italy l’usufrutto di 4 dei 10 automezzi precedentemente ceduti e paga 576.000 euro. sia il precedente amministratore delegato di Atac (che possiede il 60% di Trambus Open); Roberto Diacetti, sia il suo successore Danilo Broggi hanno avviato un’inchiesta interna e portato la vicenda all’attenzione del cda “per accertare ogni tipo di responsabilità”.

Insomma, pare esserci materia perché la Procura della Repubblica di Roma torni a mettere il naso (se nel frattempo non l’ha già fatto) nelle vicende interne della tormentata azienda dei trasporti capitolina.

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