La scandalosa “spending review” del Parlamento

Camera23, 2 milioni in sei mesi spesi dalla Camera per la sola locazione di uffici. Idem per il Senato.

 

ROMA – Pur con qualche marginale sforzo di contenimento delle spese negli ultimi anni, la Camera guidata da Laura Boldrini continua a sostenere spese particolarmente consistenti. Nel primo semestre di quest’anno, secondo la ricostruzione de “La Notizia Giornale.it”, se ne sono andati 14,3 milioni in servizi informatici, 3,3 milioni in servizi di pulizia, 6,5 milioni in manutenzioni, 4,2 milioni in ristorazione, 5,1 milioni per la stampa degli atti parlamentari, 2,4 milioni per le agenzie di informazione e così via.

Naturalmente in questa cornucopia di spese spiccano alcune società particolarmente beneficiate Il re dei fornitori è ancora l’immobiliarista Sergio Scarpellini, attraverso la sua Milano 90 srl, che anni fa era arrivato a detenere nel centro di Roma quasi tutti gli immobili affittati alle istituzioni. Dopo di allora alcuni contratti d’affitto sono stati interrotti. Ma nel primo semestre 2013, la sua società ha incassato dalla Camera 23,2 milioni per la locazione degli uffici, 14,2 milioni per servizi accessori alle locazioni, 242 mila euro per servizi di pulizia, 1 milione e 63 mila euro per servizi di ristorazione e 2 mila euro per l’organizzazione di conferenze. In totale 38 milioni e 707 mila euro, la voce di spesa più grossa sostenuta da Montecitorio.

Ci sono tante altre imprese che prosperano sull’amministrazione della Camera. Per esempio, la Stabilimenti tipografici Carlo Colombo nello stesso semestre ha incassato 5 milioni e 139 mila euro per la stampa di atti parlamentari, 785 mila per spese di accesso gratuite via internet alla biblioteca della Camera e 2 milioni e 724 mila euro per la produzione di atti e documenti parlamentari.

L’altra voce “grassa” del bilancio parlamentare è l’informatica. Per questo settore la Camera ha speso in sei mesi 14,3 milioni di euro. Tra gli assegni più ricchi spiccano quello da 3,5 milioni staccato a beneficio della Intersistemi Italia spa, quello da 1 milione e 33 mila euro per la Engineering Ingegneria Informatica spa e i 976 mila euro pagati alla Capgemini Italia.

L’altro ramo del Parlamento non è più virtuoso. Dal progetto di bilancio del Senato infatti per l’anno finanziario 2013, è previsto un volume di spesa di 541,5 milioni, rispetto ai 541,9 dell’anno prima. Un “risparmio” ridicolo dello 0,07%. Non solo, ma se si prende la sola componente delle spese correnti, nel 2012 la previsione di spesa era di 533,7 milioni, adesso si arrivano a mettere in conto per quest’anno uscite per 537,1 milioni, con un aumento dello 0,64%.

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