Le promesse immaginarie del governo

disoccupazione-sliderLa chimera della ripresa si allontana ogni giorno di più, mentre il Paese continua ad affondare.

Basta spostare ogni volta le lancette della ripresa di qualche mese e il gioco è fatto. All’inizio fu Mario Monti ad inaugurare l’ “economia della comunicazione”: state tranquilli, le lacrime e il sangue versati nel 2012 serviranno a costruire lo zoccolo duro su cui già dall’ultimo trimestre dell’anno e poi nel 2013 prospererà la ripresa economica che farà tutti felici e contenti.

Sappiamo come è andata. Ora però Letta-Saccomanni ci spiegano di pazientare ancora un poco perché la ripresa vera si avrà solo a fine 2014. Nessuno mette in dubbio le capacità profetiche dei nostri governanti, sebbene avessero promesso che già da questo trimestre si sarebbe registrata la tanto attesa inversione del ciclo congiunturale.

Il fatto è che non c’è un solo indice, un dato, un fondamentale che legittimi questa previsione. La recessione non molla, anzi, come è scritto nei manuali elementari di economia politica, continua ad avvitarsi su se stessa in mancanza di interventi drastici.

Il Pil continua a calare e si festeggia che cala ad un ritmo appena più lento del trimestre precedente. Il debito pubblico continua ad aumentare e batte ogni giorno il record storico del giorno precedente. La disoccupazione tocca il tetto del 12,5% (+14,6% in un anno), mentre più di un giovane su tre è senza lavoro. La pressione fiscale, in attesa di sciogliere il rebus della nuova imposta sui servizi locali, resta in testa alle classifiche europee. La caduta dei prestiti bancari ha segnato a settembre un -3,5% (-4,2% per i finanziamenti alle imprese) e lo spread tra il Btp e il Bund tedesco è salito oggi a 240 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale è al 4,14%, peggio del Bonos spagnolo.

Letta e Saccomanni sono sicuramente uomini d’onore. Se tuttavia continueranno a prendere per i fondelli gli italiani proclamando di sconfiggere le depressione in cui è caduto il Paese con i pannicelli caldi della legge di stabilità o l’osservanza dogmatica dei vincoli comunitari bruceranno presto tutta la loro onorabilità.

Potrebbero interessarti anche