Manovre in vista della riforma di Confindustria

confindustriaMentre entra nel vivo il piano di ristrutturazione, i Piccoli nominano il loro nuovo presidente.

 

ROMA – La riforma della Confindustria proposta dalla Commissione Pesenti e approvata all’unanimità dalla giunta si avvia alla fase di attuazione. Entro l’anno infatti sarà presentato il nuovo statuto in base al quale saranno eletti nei mesi successivi il nuovo Consiglio generale e gli altri organi associativi, preludio alla scelta del nuovo presidente nel 2016.

Si avvia in questo modo quel processo di aggregazione al termine del quale le attuali cento associazioni territoriali si ridurranno a 50 e le 120 associazioni di categoria e di settore a una trentina. Il risparmio indotto dalla riforma strutturale è stimato tra il 20 e il 30% dei costi fissi della Confederazione. Inoltre il percorso virtuoso di aggregazione “introduce un incentivo che si traduce in una maggior presenza nel consiglio generale: insomma chi si mette assieme potrà contare di più nella governante”.

Nel frattempo la macchina organizzativa di Confindustria ovviamente non si ferma. Sul tavolo attualmente c’è da scegliere il nuovo presidente della Piccola industria destinato a succedere a Vincenzo Boccia giunto a fine mandato. I candidati erano parecchi e tra questi i favoriti sulla carta sembravano la mantovana Maria Cristina Bertellini e l’umbro Antonio Alunni, già vice di Boccia.

Quando però si è andati alla conta dei voti delle associazioni territoriali è uscito prepotentemente il nome del veneziano Alberto Baban, già presidente dei piccoli di Confindustria Veneto. Il prossimo 28 novembre quindi il Comitato delle Pmi nominerà Baban presidente della Piccola di Viale dell’Astronomia. La sua appare una candidatura forte in grado di coagulare la maggioranza delle preferenze (come fu nel 2005 per il friulano Giuseppe Morandini), senza suspence elettorale, come invece avvenne nell’ultima tornata elettorale del 2009, quando il salernitano Vincenzo Boccia ebbe la meglio sul vicentino Paolo Bastianello.

47 anni, Baban è presidente di Tapì, azienda attiva nella produzione di tappi e chiusure per il settore wine&spirits, leader mondiale nel mercato di riferimento con 87 dipendenti, un fatturato di 22 milioni di euro e stabilimenti anche in Argentina e in Messico. Di breve militanza confindustriale (ha incarichi associativi dal 2010), Baban è riuscito però colpire gli iscritti da Nord a Sud e a battere la concorrenza dei più quotati Bertellini e Alunni. Chi lo conosce bene, lo descrive come un imprenditore molto capace e davvero in grado di fare squadra, dote necessaria per ricoprire con successo gli incarichi di vertice in Confindustria.

E di Vincenzo Boccia che ne sarà? Sicuramente tornerà a Salerno ad occuparsi a tempo pieno dell’azienda di famiglia (Arti Grafiche Boccia). Ma, secondo voci raccolte da Affari Italiani a Viale dell’Astronomia, pare che Squinzi non voglia perderlo e stia pensando di piazzarlo su un’altra poltrona confederale.

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