I dirigenti pubblici più pagati del mondo

Dirigente-pubblico-sliderSecondo le stime dell’Ocse, con 484 mila euro all’anno i top manager della PA battono il record assoluto

 

 

ROMA – I top manager della pubblica amministrazione centrale italiana sono i più pagati dell’area Ocse, con uno stipendio medio annuo di 650 mila dollari (circa 484 mila euro), tre volte più dei loro colleghi dei principali paesi industrializzati che in media guadagnano 232 mila dollari. In Francia, un dirigente dello stesso livello guadagna mediamente 260 mila dollari all’anno, in Germania 231 mila e in Gran Bretagna 348 mila. Negli Stati Uniti, la retribuzione media è di 275 mila dollari.

Lo riferisce l’Ocse in un rapporto sulle amministrazioni pubbliche, basato su un’indagine del 2012. I dati quantitativi sono effettivamente impressionanti e sul tema c’è già un’aneddotica sterminata (il segretario generale della Camera dei deputati guadagna il doppio del presidente degli Stati Uniti, un presidente di regione più di un ministro inglese, il capo della polizia più di due volte del capo dell’FBI).

Ma il confronto si rivelerebbe addirittura sensazionale se si riuscisse ad incrociare i dati delle retribuzioni con la qualità dei servizi resi. La difficoltà analogica di scelta dei parametri, unitamente alla disomogeneità dei dati a disposizione, non hanno consentito finora, per fortuna della P.A. italiana, una classifica comparata in base ai costi e benefici degli apparati pubblici.

In termini più generali, ci prova stamattina dalle pagine del Corriere Ernesto Galli della Loggia, secondo il quale la differenza decisiva tra noi e i paesi con cui di solito ci confrontiamo è che “lì quasi sempre l’accesso alla ricchezza, non di provenienza ereditaria, appare condizionato fortemente dal merito”. Da noi invece alle retribuzioni plurimilionarie – che costituiscono la regola, oltre che nella P.A., anche nei settori bancari, assicurativi e industriali – “corrispondono risultati in genere non proprio brillanti e troppo spesso una professionalità manageriale meno che mediocre”.

Tocca allora accontentarsi dei soli dati parziali dell’Ocse, la cui analisi comparativa ci dice che solo il 19% dei cittadini italiani usa la rete per interagire con enti locali e governo centrale, contro una media Ocse del 50%. La Gran Bretagna al 43%, la Spagna al 45%, la Germania al 51% e la Francia al 61%. La percentuale di utilizzatori di servizi di e-government cresce nettamente per quanto riguarda le imprese, al 76%, ma resta la penultima tra i Paesi Ocse, davanti alla sola Svizzera, e nettamente inferiore alla media, che si attesta all’88%.

In ultima analisi, il risultato aggregato di simili comparazioni si riassume bene nel fatto che in Italia solo il 28% dei cittadini ha fiducia nel suo governo e più in generale nella classe dirigente che lo guida.

Potrebbero interessarti anche