Lazio, disoccupazione giovanile al 30%

Disoccupazione_slider_bisSecondo lo studio nella prima parte dell’anno i giovani disoccupati toccano cifre da capogiro

ROMA – Cresce la domanda di lavoro degli ex ‘inattivi’, mentre il numero di occupati diminuisce del 2,3%, ma nel 2014 il dato potrebbe essere anche peggiore considerando la grande massa di lavoratori in cassa integrazione che potrebbero perdere il lavoro e le crisi aziendali diffuse nel territorio del Lazio.

Nella prima metà del 2013 e’ sensibilmente aumentato il tasso di disoccupazione, che ha superato il 12 per cento, oltre 2 punti percentuali in piu’ rispetto a un anno prima. L’aumento delle persone in cerca di occupazione e’ riconducibile prevalentemente a coloro che hanno perso il lavoro; sono pero’ aumentate anche le persone in cerca di primo impiego. Per i giovani di eta’ compresa tra i 15 e i 24 anni, il tasso di disoccupazione ha superato il 30 per cento. E’ il quadro disegnato dalla Banca d’Italia che ha presentato l’Aggiornamento alla Congiuntura Economica dell’Economia del Lazio, nella sede di Roma di via XX Settembre, alla presenza del direttore Paolo Galiani.

L’Aggiornamento Congiunturale – ha detto Galiani – si puo’ sintetizzare con ‘incertezza eterogeneità e dispersione’. I settori mostrano infatti che tutta la crescita e’ concentrata nel settore farmaceutico, nelle costruzioni ancora un forte calo per le opere pubbliche, mentre diminuiscono anche gli investimenti privati. Tuttavia anche se e’ in crescita il settore della farmaceutica, risentono della crisi il settore delle ceramiche, legato alle costruzioni, e il polo alimentare di Roma e di Latina. Inoltre, l’export nei primi sei mesi dell’anno segnala una crescita di solo l’8%, che rappresenta come comparto il 10% del pil nazionale, mentre e’ del 30% del pil, il contributo delle regioni del nord-est.

In sostanza l’attività economica rimane contenuta, con prospettive incerte, nella farmaceutica un parziale recupero dalla primavera. Nelle costruzioni si stabilizza il calo delle compravendite e dei prezzi, anche se nello stesso settore convivono aziende che sono riuscite ad innovare e altre che presentano situazioni delicate. Nella prima meta’ del 2013 e’ proseguita la riduzione dell’occupazione nel Lazio, avviatasi nel 2011. La Cassa integrazione guadagni, al netto delle oscillazioni legate alle carenze dei finanziamenti, e’ rimasta prossima ai livelli massimi regi- strati nel 2012. In base all’Indagine della Banca d’Italia sulle imprese, la riduzione della domanda di lavoro sarebbe proseguita nel terzo trimestre del 2013.

Sono inoltre emersi nuovi casi di crisi aziendale relativi anche a grandi gruppi di rilevanza nazionale, con sede e gran parte delle attivita’ localizzate in regione. In base alla Rilevazione sulle forze di lavoro, nel primo semestre dell’anno il numero degli occupati, che include anche i dipendenti in cig, e’ diminuito del 2,3 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2012. Il calo ha riguardato tutti i principali settori dell’economia; e’ stato particolarmente intenso nell’edilizia e diffuso anche nei servizi, che sino allo scorso anno registravano ancora una lieve crescita. La caduta dell’occupazione continua a essere piu’ intensa per i lavoratori sotto i 35 anni (-8 per cento) e tra gli autonomi (-6 per cento); si e’ inoltre arrestata l’espansione dell’occupazione femminile, che proseguiva da circa un decennio.

Nella prima meta’ del 2013 la riduzione dei lavoratori a tempo pieno (-3,2 per cento) e’ stata parzialmente controbilanciata dall’espansione del part time, in prevalenza di natura involontaria, la cui incidenza ha superato il 19 per cento del totale. Nel Lazio, come nel resto del Paese, e’ proseguito l’incremento dell’occupazione della classe di eta’ piu’ avanzata, per effetto delle revisioni normative in campo previdenziale. La cig e’ rimasta elevata, pur risentendo dei carenti finanziamenti per quella in deroga. Nei primi nove mesi sono state autorizzate circa 54 milioni di ore, che equivalgono a circa 42 mila occupati a tempo pieno. La cig ordinaria si e’ assestata sui livelli piu’ elevati degli ultimi dieci anni, concentrandosi nella meccanica e nell’edilizia. La cig straordinaria e in deroga, che include le piccole imprese e le crisi aziendali, si e’ concentrata nei servizi, in particolare nei trasporti e comunicazioni.

Potrebbero interessarti anche