Cottarelli alla scalata dell’everest della PA

Cottarelli_sliderI compiti assegnati sulla carta al Commissario straordinario ex dirigente dell’Fmi vanno ben oltre la spending review

 

 

ROMA – Se qualcuno per caso non se ne fosse accorto, il neo Commissario per la revisione della spesa pubblica è già al lavoro. In pratica però è difficile che sia potuto accadere perché Carlo Cottarelli, appena insediato, è apparso su tutti i giornali e le televisioni italiane e in pochi giorni è già entrato nella galleria dei volti noti. Tra breve, c’è da star certi, lo troveremo sui tabloid e sui femminili (il fisico aiuta) e impareremo a conoscere i suoi hobby e i suoi gusti enogastronomici.

Sicuramente la sovraesposizione mediatica non lo spaventa, anzi potrebbe far parte di una strategia di comunicazione volta a dare autorevolezza al personaggio e al tempo stesso un look molto americano, “familiar and confidential”, per agevolargli l’approccio al fortino della pubblica amministrazione, che è l’impresa più ostica che gli potesse capitare.

Una cosa è certa: il mandato affidato a Cottarelli, almeno sulla carta, va molto, ma molto al di là del contenimento e della razionalizzazione della spesa. Si tratta di qualcosa di sostanzialmente diverso dai tagli chiesti ai vari (e vani) mister forbici, come Giarda e Bondi, a cui eravamo abituati. No, a lui si chiede di fare in 36 mesi ciò che in 50 anni non si è riusciti a fare e di alleggerire il bilancio dello Stato di 32 miliardi di euro (erano 4 nel recente progetto di legge di stabilità, ma l’appetito vien mangiando).

Impossibile? Guardate qua e si tratta solo di circa un terzo del totale dei compiti espressamente assegnati al Commissario amerikano.

– Affidamento, razionalizzazione e dismissione di Società partecipate pubbliche a livello territoriale e statale  (RAI, Invitalia, Casse conguaglio, GSE, Istituto di Credito sportivo, Agenzie servizi difesa, Poligrafico dello stato, Rete Autostradale Mediterranee, etc)
– Coordinamento della guardia di finanza con gli altri corpi (polizia, carabinieri, forestali)
– Revisione del sistema di internazionalizzazione delle imprese.
– Revisione delle “pensioni d’oro”, delle pensioni di reversibilità e prestazioni assistenziali
– Piano carceri
– Revisione della geografia giudiziaria
– Razionalizzazione della rete diplomatico consolare e culturale all’estero
– Edilizia scolastica
– Criteri di finanziamento delle università e ristrutturazione della rete
– Revisione criteri di assegnazione fondi per la ricerca (Cnr, Enea, etc)
– Coordinamento della Polizia di Stato con Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale
– Superamento gestioni commissariali per la difesa del suolo
– Riforma della Motorizzazione Civile
– Coordinamento delle forze armate con altre forze per riduzione organici e immobili (polizia, guardia di finanza)
– Razionalizzazione enti di ricerca in agricoltura (Cra, Inea, Ente risi, etc
– Responsabilità e autonomia di gestione aree museali ed enti lirici
– Sanità: Centrali acquisto (farmaci, beni e servizi), appropriatezza delle prestazioni, revisione livelli essenziali
– Regioni: Costi/fabbisogni standard servizi generali
– Province: Riorganizzazione/riduzione competenze/soppressione
– Comuni: Unioni di comuni, comunità montane, consorzi, applicazione costi standard

Investito di una tale mole di problemi strutturali, il Commissario fa un po’ il gradasso e si lascia andare a battute maramaldeggianti: “Come abbiamo fatto nel calcio, così possiamo benissimo battere la Germania sul terreno dell’efficienza”. Al di là comunque di simili amenità, si ha la sensazione che Cottarelli, il quale obiettivamente ha avuto pochissimo tempo per studiare, non abbia un’idea precisa del moloch che sta per affrontare e che ha divorato tanti suoi predecessori.

Non è che finirà come tutte le altre volte? L’ingenuità della risposta del Commissario fa tenerezza: “Questa volta sarà tutta un’altra cosa sia perché lavoriamo sull’intero settore pubblico, sia perché in ogni comparto collaboriamo con l’istituzione in questione. Puntiamo con decisione al coinvolgimento dei soggetti interessati”. Ma come pensa di battere le resistenze burocratiche, gli interessi particolari e gli ostacoli politici? “Puntando sui benefici che la spending review produrrà per gli italiani, piuttosto che soffermarsi sullo spettro dei tagli in arrivo. Sto pensando di costituire un gruppo di consultazione con i sindacati e le forze produttive che si riunisca una volta al mese”.

Lui speriamo che se la cava, anche se con l’attrezzatura che il governo gli ha dato è come scalare l’Everest a mani nude. Che Dio l’assista!

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