Governo blindato con la legge di stabilità

Governo_Letta_slider_3Il Governo vuole blindare la legge di stabilità per evitare passi falsi e inciampi sulla decadenza di Berlusconi.

”Sulla legge di stabilità porremo la questione di fiducia. Rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la commissione Bilancio sta ultimando. La fiducia e’ però necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”. Recita così la nota diffusa da Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento. Il voto dovrebbe esserci stasera, annuncia il sottosegretario Giovanni Legnini.

La scelta della fiducia, oltre alle motivazioni ufficiali, si è resa necessaria per superare gli affanni registrati dalla maggioranza, battuta al Senato nei giorni scorsi su alcuni emendamenti. Il premier Enrico Letta vuole mettere alla prova le forze che lo sostengono dopo gli annunci di Forza Italia sul proprio passaggio all’opposizione e le dichiarazioni di lealtà da parte del gruppo di Nuovo Centro Destra guidato da Angelino Alfano. Altro ostacolo sulla via del governo e’ il voto di domani del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Ieri, in una conferenza stampa nella quale ha presentato nuove testimonianze che a suo parere potrebbero servire alla revisione del processo in cui e’ stato condannato per frode fiscale, il Cavaliere ha rivolto un appello a Pd e M5S: ”Vi chiedo di riflettere nell’intimo della vostra coscienza, a maggior ragione visto che il voto e’ palese. Non tanto per la mia persona ma per la nostra democrazia. Valutate le nuove prove e i documenti che stanno arrivando. Andrò avanti fino in fondo sulla revisione del processo e sul ricorso alla Corte europea per i Diritti dell’uomo”.

”Non rispondiamo alle provocazioni di Berlusconi. La sentenza e’ definitiva e ci apprestiamo ad applicare la legge. Andiamo oltre”, e’ il commento di Paola Taverna, capogruppo del M5S al Senato. Anche Luigi Zanda, che presiede il gruppo del Pd a palazzo Madama, lascia cadere l’appello di Berlusconi. Una mano tesa verso il Cavaliere arriva invece da Pier Ferdinando Casini: ”Presenteremo una pregiudiziale perché il Senato con una mera presa d’atto, non suscettibile di interpretazioni pretestuose e strumentalizzazioni politiche, prenda una decisione sul Cavaliere solo al momento della decisione definitiva della Corte di Cassazione sulla durata dell’interdizione”. Aggiunge il leader dell’Udc confermando tuttavia il suo sì alla decadenza se domani ci sarà il voto dell’Aula di palazzo Madama: ”Berlusconi ha tutto il diritto di presentare quelle che ritiene nuove prove, di chiedere la revisione dei suoi processi e di avanzare ogni ricorso in sede europea”.

Il premier Letta ha sempre detto di voler separare i problemi giudiziari di Berlusconi dall’attività di governo. A palazzo Chigi c’e’ comunque forte attenzione per i contenuti che verranno usati da Berlusconi nel suo discorso di autodifesa nell’Aula del Senato e per le modalità della manifestazione di Forza Italia che domani si terrà nei pressi di palazzo Grazioli. A preoccupare Letta e’ pure l’atteggiamento del Nuovo Centro destra di Alfano, che in questa occasione e’ schierato a favore del Cavaliere. La posizione di Casini potrebbe essere inoltre un campanello d’allarme rivelatore delle manovre in corso al centro per ricostruire un centrodestra post-berlusconiano e pienamente inserito nel Partito dei popolari europei.

La terza spina che preoccupa l’esecutivo sono le turbolenze all’interno del Pd in vista delle primarie del prossimo 8 dicembre. ”Non vi chiedo di votare per me. Se votate per me, il Pd dirà però con forza al governo che sulle riforme elettorali e istituzionali si smette di prendere in giro i cittadini. Se in un tempo limitato non si portano a casa i risultati, finish. E’ finita”, ha dichiarato ieri Matteo Renzi nel corso di un’iniziativa piddina a Prato. Aggiunge il sindaco di Firenze: ”Mi hanno detto ‘fai il bravo’ sulla Cancellieri, su Alfano, sull’Imu. Ho fatto il bravo. Ora la pazienza e’ finita”. Letta sarà in grado di raggiungere i risultati chiesti da Renzi? Anche Gianni Cuperlo e Pippo Civati, gli altri due candidati alla segreteria del Pd, chiedono uno scatto al governo. Dice Civati: ”Si faccia la nuova legge elettorale e si vada al voto al più presto”.

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