B-day: fine del ventennio o rinascita?

Berlusca_sliderL’ex-premier non sarà in aula, ma terrà un comizio davanti a Palazzo Grazioli. Da ieri il suo gruppo parlamentare è all’opposizione.

Riflettori puntati su quanto accadrà nell’Aula di palazzo Madama a iniziare dalle 19, quando inizierà la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi come deciso dalla Conferenza dei capigruppo. Il governo ha ottenuto intanto la fiducia in nottata sul maxiemendamento al disegno di legge di stabilità al Senato: 171 sì, 135 no.

L’esecutivo guidato da Enrico Letta ha verificato di avere 7 voti di margine a palazzo Madama dopo che ieri Forza Italia ha rotto il patto delle larghe intese e si e’ collocata all’opposizione (per la fiducia erano sufficienti stanotte 154 voti). Il partito di Berlusconi e’ deciso a usare tutti gli strumenti che mette a disposizione il regolamento del Senato per ritardare il momento del voto sulla decadenza. Si prevede perciò una lunga discussione generale, accompagnata dalla presentazione di molti ordini del giorno su cui potrebbero intervenire i senatori di Forza Italia. L’obiettivo e’ non abbassare la tensione dello scontro mentre nei pressi di palazzo Grazioli, la residenza di Berlusconi, si terrà la manifestazione convocata dal partito.

Le modalità dello strappo impresso da Berlusconi alle larghe intese e il probabile ostruzionismo rendono più difficile per Angelino Alfano e il nuovo raggruppamento Nuovo Centro Destra praticare la politica della lealtà politica al premier Letta e della solidarietà al Cavaliere. Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato di Ncd, ha annunciato il no alla decadenza confermando però il radicale dissenso rispetto alla scelta di Forza Italia di abbandonare la maggioranza di governo. Le schermaglie procedurali dovrebbero concludersi senza l’intervento di Berlusconi che avrebbe rinunciato a spiegare, come ha fatto nei giorni scorsi, di ritenersi innocente rispetto alla condanna per frode fiscale confermata dalla Cassazione e di ritenere il voto a scrutinio palese deciso dalla Giunta per il regolamento del Senato sul problema della sua decadenza una scelta politica che serve solo a eliminare politicamente il leader in grado di far vincere elettoralmente il centrodestra.

Secondo le indiscrezioni, Berlusconi avrebbe deciso di rinunciare a intervenire per evitare l’umiliazione del verdetto e della probabile richiesta a fine seduta da parte del presidente Pietro Grasso di abbandonare l’Aula e palazzo Madama. Il Cavaliere ha fatto sapere di aver annullato la partecipazione alla trasmissione ”Porta a Porta” su Raiuno prevista per questa sera. Dovrebbe essere lui invece a tenere il comizio nella manifestazione di Forza Italia definita dal Cavaliere ”assolutamente legittima e pacifica”. Il verdetto a favore della decadenza appare scontato.

Pd e M5S non hanno accolto l’appello lanciato due giorni fa da Berlusconi con una conferenza stampa in cui annunciava di aver ricevuto dagli Stati Uniti alcuni documenti che proverebbero la propria innocenza e che aprirebbero la strada alla revisione del processo. Tra le pregiudiziali, ci sarà quella presentata da Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, che chiederà il rinvio della votazione dell’Aula in attesa di conoscere la quantificazione dell’interdizione dai pubblici uffici che farebbe decadere automaticamente Berlusconi senza che ci sia bisogno del voto del Senato. Casini ha comunque annunciato il voto favorevole alla decadenza qualora la sua pregiudiziale fosse respinta. Il voto di fiducia sulla legge di stabilità, le tensioni nella maggioranza indebolitasi dopo la scelta di Forza Italia di passare all’opposizione, la probabile decadenza di Berlusconi, hanno destato la preoccupazione del presidente Giorgio Napolitano.

La necessità di verificare la sussistenza di una maggioranza a sostegno dell’attuale governo – aveva fatto sapere ieri il Capo dello Stato – sarà soddisfatta in brevissimo tempo durante la seduta in corso al Senato con la questione di fiducia. Il voto sul maxiemendamento del governo alla legge di stabilità gli ha dato ragione.

Oggi, con inizio alle 8,30, si terrà il Consiglio dei ministri che deve approvare il decreto legge sull’abolizione del saldo Imu 2013 per le abitazioni principali non di lusso. La riunione era stata rinviata ieri per attendere il voto di fiducia del Senato sulla legge di stabilità. Nella bozza di decreto si prevede di esentare i proprietari di abitazione principale fino a un importo pari a quanto versato nel 2012, chiedendo la differenza tra l’imposta calcolata con aliquota 2012 e quella con aliquota 2013. Ma la bozza potrebbe ancora cambiare prima di essere discussa dal Cdm.

Potrebbero interessarti anche