Record assoluto della disoccupazione giovanile

Disoccupazione_slider_bisNel Mezzogiorno, tra 15 e 24 anni, uno su due è senza lavoro

 

 

ROMA – Ogni mese, quando l’Istat pubblica i dati sulla disoccupazione nel nostro Paese si aspetterebbero titoli in prima pagina, aperture di telegiornali, scioperi generali, movimenti di piazza. Invece non succede nulla di tutto questo. La non-notizia è relegata in un trafiletto nelle pagine economiche dei giornali, il premier Letta continua a ripetere il suo stanco refrain (“la disoccupazione giovanile è la priorità assoluta del mio governo”), Saccomanni si preoccupa solo di non sforare il tetto del 3% del Pil e i sindacati si accomodano all’ennesimo tavolo di consultazione.

Intanto il tasso di disoccupazione dei nostri figli compresi in una fascia di età tra i 15 e i 24 anni, continua incessantemente ad aumentare e ha ormai raggiunto la cifra mostruosa del 41,2%, con poco meno di un punto percentuale al mese (+0,7 tra settembre e ottobre) e quasi 5 punti in più nell’arco di un anno. Nel Mezzogiorno più di un giovane su due non trova lavoro. E’ un record storico di cui tutti dovrebbero vergognarsi.
E invece ci si compiace che il tasso di disoccupazione generale a ottobre abbia segnato lo stesso valore di settembre, attestandosi al 12,5%, anche se è il livello più alto mai raggiunto dal primo trimestre del 1977.

Di fronte a questi dati agghiaccianti, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini spiega che “la disoccupazione giovanile aumenta leggermente (!) nonostante i 15.000 posti di lavoro creati con gli interventi sull’occupazione giovanile. I dati pur se negativi non sono sorprendenti e sarebbero stati ancora peggiori senza questi interventi (!). La stabilità ci fa sperare che l’occupazione possa aumentare”. ”Beato lui”, commenta amaramente il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. “Da questi governanti ci guardi Dio!”, aggiungiamo noi.

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