Il Derby italiano di trotto si sposta ad Agnano

Ippica-trotto-sliderRoma perde i pezzi: dopo la chiusura di Tor di Valle non si è stati capaci di attrezzare adeguatamente Capannelle

 

ROMA – Trasloca da Roma a Napoli il Derby italiano di trotto. L’annuncio è arrivato dal Ministro delle politiche agricole, Nunzia De Girolamo, ufficializzando la decisione di far disputare il 26 dicembre all’Ippodromo di Agnano l’86esima edizione del Derby italiano del trotto, il più importante evento del calendario nazionale, con un montepremi di 770.000 euro.

“Anche in questo caso – ha spiegato il Ministro – l’Amministrazione ha assicurato continuità alla programmazione nonostante gli impianti inattivi, salvaguardando tutti i Gran premi previsti, riprogrammati in altri ippodromi scelti secondo criteri tecnici e territoriali”. Nella fattispecie, dopo la chiusura dell’Ippodromo di Roma Tor di Valle (dopo 54 anni di onorato servizio, ndr), visto che i tempi del completamento della pista di trotto all’Ippodromo di Roma Capannelle non avrebbero consentito la disputa entro il 2013 del Derby del trotto (considerati i termini fissati dal regolamento delle corse al trotto per la raccolta delle iscrizioni e la disputa delle batterie di qualificazione), l’Amministrazione ha individuato nell’Ippodromo di Napoli l’impianto al momento più idoneo.

“Apprendiamo con sorpresa e un po’ di rammarico – è l’amaro commento dell’assessore alla Qualità della vita e allo Sport di Roma Capitale, Luca Pancalli – la decisione del ministro delle Politiche Agricole di far disputare l’86° Derby italiano del trotto ad Agnano. Si tratta di un appuntamento prestigioso che avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per il rilancio del trotto a Roma anche in seguito allo spostamento della sede delle gare da Tor di Valle a Capannelle. Una ipotesi, questa auspicata nei mesi scorsi da molti addetti ai lavori e dagli appassionati di questa disciplina sportiva. Rispettiamo la decisione assunta dal Governo e le ragioni che ne sono alla base sebbene, sino ad oggi, si sia lavorato, tra le tantissime difficoltà riscontrate, per tenere viva a Roma questa importante tradizione e dare ospitalità a questo prestigioso appuntamento”.

Il commento di Rodolfo Galdi, di “Cavallo 2000”, è improntato allo stesso realismo: “Il Derby di trotto all’ippodromo di Agnano era l’unica soluzione al momento praticabile. Tanto di cappello a Pierluigi D’Angelo e ai suoi soci per aver compiuto l’impresa non piccola di salvare l’ippica a Napoli e di averle dato lustro con la disputa di un Gran Premio Lotteria all’altezza della tradizione (dove uno dei sei soci di D’Angelo, Enzo Giordano porterà Varenne il 13 ottobre per il Lotteria) e di avere ancora la ribalta appunto con il Derby, la più classica tra le corse. Zero invece su tutti i fronti a HippoGroup Roma Capannelle, presieduto da Tomaso Grassi, per aver gestito un evento epocale come il trotto alle Capannelle con ingenuità da dilettanti” .

E in effetti per Pier Luigi D’Angelo, presidente della neonata società partenopea, ma anche guidatore, allenatore e allevatore di trotto, e i suoi cinque soci rilevare Agnano è stata una nuova scommessa, ma anche una questione di identificazione e amore per la città di Napoli: “Quando abbiamo rilevato l’ippodromo era Hiroshima, un disastro totale, ridotto così da precedenti manovre sbagliate. Un vero day after dal quale risollevarsi subito, con impegno totale, anche da un punto di vista economico. Bisogna sapere che solo per girare la chiave ed entrare (l’inaugurazione c’è stata appena due mesi fa, ndr) occorrono oltre 500.000 euro fra residui ed eredità di tasse e utenze. Un ringraziamento speciale ai lavoratori, ai primi sessanta che hanno accettato di lavorare con uno stipendio equiparabile alla cassa integrazione”. Questa volta Napoli ha battuto Roma 10 a 0.

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