E’ finito il tempo dell’ostruzionismo

dubaldoRiceviamo da Lucio D’Ubaldo e volentieri pubblichiamo.

Da che mondo è mondo, l’ostruzionismo può solo ritardare la decisione di una maggioranza, ma non impedirne l’espressione. Il Prefetto Pecoraro, sollecitando il Comune di Roma ad approvare il bilancio preventivo, ha concesso una proroga che indica – sul piano politico – la necessità che entro 20 giorni si possa accertare l’effettiva volontà della maggioranza ad esercitare le sue prerogative, approvando ciò che costituisce lo strumento fondamentale per la corretta attività dell’Ente. Dietro l’iniziativa del Prefetto agisce, in effetti, un pensiero e una prassi che attestano la prevalenza di un criterio garantista proprio con riferimento alla tutela dei “diritti della maggioranza”, ove questa non venga meno. La giurisprudenza amministrativa parla chiaro, laddove sostiene, ad esempio con la sentenza del TAR di Lecce n. 446 del 23-05-2007, che “va privilegiata un’interpretazione della disciplina che privilegi la possibile sopravvivenza dell’organo democraticamente eletto – che peraltro, ove nel termine assegnato dal Prefetto non riesca a recuperare una maggioranza favorevole all’approvazione del bilancio, viene assoggettato allo scioglimento”.
Il vero problema consiste pertanto nella verifica della tenuta, nel corso dei prossimi giorni, della maggioranza che sostiene la Giunta Marino. I contrasti sulla manovra finanziaria, ancorché nascosti sotto il velo della solidarietà di coalizione, potrebbero risultare più ostici del previsto. Per altro non deve sfuggire l’ulteriore richiamo che fa il Prefetto, sempre nella citata lettera, alla acquisizione del parere obbligatorio del Collegio dei Revisori. Fino a che punto è legittimo scaricare sul fondo per la gestione del debito  alcune centinaia di milioni spettanti all’Atac? I dubbi non sono stati cancellati, né potranno svanire sull’onda dell’emergenza. Chi sta all’opposizione, ma con netto distinguo da populisti e barricadieri, dovrebbe aiutare la pubblica opinione a comprendere i termini precisi di questo confronto. Quindi, invece di disperdere energie preziose nel tentativo di bloccare forzosamente il voto in Aula, il suo compito principale consisterebbe nella messa in mora di una maggioranza fittizia, costruita su basi fragili e priva di qualificato consenso elettorale, che mostra di non avere la forza necessaria a mantenere le promesse di efficienza e buongoverno.

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