Promuovitalia ancora in mezzo al guado

Colosseo_sliderL’incertezza del quadro di riferimento istituzionale frena l’attività della società.

 

ROMA – Cultura e turismo, per riconoscimento unanime, sono le due gambe del tavolo su cui poggia la nostra economia, tanto più oggi che la terza gamba, l’industria manifatturiera, è stata azzoppata. Sarebbe lecito aspettarsi di conseguenza che i due settori godessero almeno di strutture efficienti e funzionali, nonché di chiari indirizzi e risorse per realizzarli.

Invece la situazione delle attività turistiche e culturali naviga in tutt’altre acque. Significativa al riguardo l’interrogazione rivolta al ministro Bray dal deputato napoletano Marcello Taglialatela (Fratelli d’Italia) in merito alla situazione di Promuovi Italia Spa. Questa società, sostiene l’interrogante, opera nel settore per valorizzare tutto quello che è l’offerta turistica, nonchè l’organizzazione del mercato turistico italiano. “Ebbene, la società vive da tempo una situazione di incertezza e di crisi, soprattutto per la difficoltà di trovare un Ministero con il quale dialogare stabilmente”. Che cosa intende fare il Mibac per superare questo impasse?

La risposta del ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, ha tenuto innanzitutto a precisare che le competenze in materia di controllo e indirizzo, esercitate dall’Enit su Promuovi Italia fin dalla sua costituzione, sono state trasferite al segretariato generale del Mibac solo dal 21 ottobre scorso. “Le problematiche rappresentate alla società Promuovi Italia Spa – secondo il ministro – sono state oggetto di attenta valutazione da parte di tutto il Ministero, il quale ha attivato, attraverso gli uffici, un monitoraggio continuo e costante delle attività della società e del suo funzionamento, coinvolgendo, come di dovere, in questo processo l’Enit. Si è così proceduto tempestivamente alla ricostituzione del consiglio di amministrazione, nominando i due consiglieri mancanti”.

Naturalmente nelle dichiarazioni del ministro l’azione del dicastero non conosce ombre od omissioni. Anzi, “il Ministero ha più volte espresso, anche in forma ufficiale, il proprio sostegno agli sforzi profusi dagli organi di Promuovi Italia Spa per la necessaria moralizzazione della società e per il contenimento necessario dei costi e ha ribadito il più convinto appoggio a ogni iniziativa diretta ad accertare la presenza di eventuali irregolarità nella gestione”. Ammette tuttavia Bray che “la realizzazione degli obiettivi di sviluppo delle funzioni di Promuovi Italia Spa potrà essere compiuta attraverso il pieno riconoscimento, così come dalla sua fondazione, del ruolo di Enit”.

Il risvolto operativo di tale linea strategica starebbe, secondo il ministro, nella costituzione di tre società operanti rispettivamente nei settori del turismo, della tutela e restauro dei beni culturali e in quello dei servizi, “convinti come siamo che tale razionalizzazione potrà migliorare l’efficienza del nostro lavoro e attuare dei seri risparmi nei confronti della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio artistico e della promozione del turismo”.

L’on. Taglialatela non si accontenta di generiche intenzioni e fa notare al ministro che esistono già “due società, Ales Spa e Arcus Spa, che operano negli altri due settori che lei ha richiamato. Il problema di Promuovi Italia Spa, come ripeto, è determinato dall’incertezza del riferimento ministeriale, da un lato, e da una pesante situazione ereditata dall’attuale consiglio di amministrazione, dall’altro”. Per questi motivi – a giudizio dell’interrogante – si rende più che mai necessario “un controllo diretto del Ministero, senza aspettare il riordino che lei ha richiamato per le altre due società, anche perché la preoccupazione è che Enit non possa e non voglia svolgere fino in fondo il ruolo di pulizia amministrativa che l’attuale consiglio di amministrazione sta svolgendo”. L’attuale cda infatti – conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia – sta svolgendo, per conto del Ministero, in modo approfondito, serio e puntuale, tutti gli accertamenti, anche ipotizzando la possibilità di andare a contestare eventuali responsabilità patrimoniali ed erariali nei confronti dei loro predecessori”.

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