Lo stadio della Roma di là da venire

stadio-olimpico-SLIDERDopo la presentazione a Marino, gli assessori dovranno prendere una decisione sulla realizzabilità del nuovo stadio giallorosso.

 

ROMA – E’ evidente che i tifosi ci credano e facciano il tifo per il nuovo stadio della Roma. Ma i toni trionfalistici che hanno accompagnato il primo incontro di James Pallotta con il sindaco Ignazio Marino sono apparsi del tutto prematuri e decisamente sopra le righe.

”Abbiamo preso un caffè con Marino e abbiamo parlato dello stadio. Siamo sulla strada giusta, c’è tanto lavoro da fare. Siamo tutti ottimisti, è un progetto estremamente eccitante”, ha detto Pallotta uscendo dal Campidoglio. Ancora più entusiasta Marino che ha definito il progetto per il nuovo stadio della Roma “davvero avveniristico: si tratta di un impianto con una capienza che varia dai 52 mila ai 60 mila posti a sedere. E’ un impianto straordinariamente organizzato come accessi e come disegno architettonico, mentre dal punto di vista tecnologico è certamente lo stadio più avanzato che possa essere immaginato nel nostro continente. Sono al lavoro i tecnici indicati da James Pallotta con i nostri assessori alla rigenerazione urbana e alla qualità della vita; Giovanni Caudo e Luca Pancalli, e nei prossimi mesi dovremmo arrivare a una decisione sulla realizzabilità dello stadio”.

E in effetti ci sarà molto da lavorare per tutti se si vorranno superare i tanti ostacoli che il progetto presenta, soprattutto per il terreno su cui dovrebbe sorgere e dove fino a poche settimane fa era attivo l’ippodromo del trotto di Tor di Valle. Infatti ieri in Campidoglio c’erano anche l’architetto Usa Dan Meis e il project manager Luca Parnasi, costruttore in ottimi rapporti con Unicredit.

D’altronde già 5 anni fa uno studio professionale per incarico di una non meglio identificata “Tor di Valle City Sport Srl” aveva depositato in Comune il progetto di una Cittadella dello sport. La notizia era stata data da Legambiente. Intorno al rendering dello stadio che accompagnava quella prima proposta si aprì una bagarre, con la Roma che smentì “le immagini pubblicate in merito al futuro stadio del club non sono state realizzate dalla società e non corrispondono con alcuna accuratezza al progetto dello stadio” e gli autori dello scoop che invece confermarono la fonte americana, accompagnandola con l’immagine del gruppo di lavoro composto da Parnasi (il costruttore), Pallotta (il presidente), Zanzi (il Ceo), Barror (della Raptor) e Meis (l’architetto), impegnato proprio sul rendering del progetto.

Sta di fatto che su quell’ipotesi progettuale il club giallorosso ha sottoposto un questionario ad un “campione” di tifosi per chiedere suggerimenti sulla progettazione dell’impianto. Tribuna disposta su tre anelli (l’altra su due), senza pista di atletica, assenza totale di distinti e la Curva Sud (che poi curva non è ma molto più semplicemente una tribuna posta dietro alla porta molto verticale) più grande della Nord. Ma, come si è detto, il vero problema è rappresentato dai vincoli tecnici e dai costi infrastrutturali che il progetto presenta: potenziamento della rete ferroviaria (con trasformazione del trenino Roma-Lido in metro leggera) e di quella viaria (con svincoli dal Gra e dall’autostrada Roma-Fiumicino, oltre a quelli eventuali di raccordo con i vari centri abitati nel caso si decida di fare a senso unico – con direzione opposta – via del Mare e via Ostiense); il depuratore Acea, l’ansa del Tevere (il progetto di oasi naturalistica) ed il rischio-esondazione (Tor di Valle è considerata infatti area golenale).

Per questo Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ripropone le sue domande a cui gli assessori e i tecnici del Comune dovranno fornire risposte adeguate: “1) É vero o no che sulla Tenuta di Tor di Valle gravano vincoli paesaggistici che inibiscono la trasformazione urbanistica? 3) É vero o no che il Prg vigente destina ad Agro Romano buona parte del comprensorio? 4) É vero o no che il gruppo Parnasi è l’attuale proprietario dell’Ippodromo? 5) E’ vero o no che un progetto di riconversione è stato presentato formalmente agli uffici a marzo del 2008? 6) É vero o no che le cubature per lo stadio della Roma sarebbero 47 volte superiori a quanto il Prg indica nella Tenuta di Tor di Valle? 6) É vero o no che al Pescaccio, insieme al Centro commerciale compensativo di Tor Marancia, sorgerà il nuovo Ippodromo, in luogo di Tor di Valle? 7) É vero o no che per finanziare il tutto verrà consentita la ‘densificazione’ della compensazione dei Parnasi prevista al Torrino?”.

La storia dello stadio della Roma è solo agli inizi (per quello della Lazio siamo ancora alla preistoria).

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