Il Governo chiede e ottiene la fiducia

Letta_sliderIl premier ha chiesto e ottenuto i voti per andare avanti nel 2014. Sia da Alfano che da Renzi richieste di riforme

Attesa per il discorso che Enrico Letta terra’ alle 9 alla Camera e alle 16 al Senato sul quale chiedera’ la fiducia. E’ il passaggio parlamentare che il presidente Giorgio Napolitano gli ha chiesto dopo che ha Forza Italia e’ passata all’opposizione rompendo le larghe intese. Secondo le indiscrezioni, il premier ribadira’ di considerare il 2014 l’anno della svolta in economia e nel percorso che deve portare alle riforme istituzionali. Ci sarà l’annuncio di provvedimenti immediati da collegare alla legge di stabilità per favorire la ripresa economica.

Il premier, che conta sull’effetto sorpresa per quanto riguarda le cose da fare subito in economia, avrebbe intenzione di tenere un discorso all’attacco sostenendo che la fine della recessione e’ il preludio della ripresa economica. C’e’ inoltre accordo tra Letta e Matteo Renzi, neosegretario del Pd, sulle priorità programmatiche da ribadire: riforme istituzionali (legge elettorale, abolizione del Senato, riduzione del numero di parlamentari e dei costi della politica); riforma del mercato del lavoro; più impegno in Europa sulle politiche a favore della crescita che devono essere il baricentro del semestre italiano di presidenza europea a iniziare dal giugno 2014.

Il presidente del Consiglio deve rispondere pure alle sollecitazioni poste da Angelino Alfano, vicepremier e leader di Nuovo centrodestra, che ha chiesto un programma politico da condividere per l’intero 2014. Letta potrebbe annunciare che per quanto riguarda il metodo di governo c’e’ l’impegno a verificare all’interno della maggioranza gli accordi programmatici, a iniziare dalla legge elettorale, per poi cercare di allargare il consenso ad altre forze. Da qui la scelta di far propria l’idea di un patto di coalizione per l’intero 2014.

Ieri sera Renzi ha intanto incontrato i gruppi parlamentari di Camera e Senato del Pd, dopo aver annunciato che la prima riunione della nuova segreteria del suo partito era stata convocata per oggi alle 7,30 (”Ci diamo questa linea: dalle 7.30 alle 9 si fanno le segreterie”). L’assemblea applaude l’abbraccio del nuovo segretario con Pier Luigi Bersani, un gesto distensivo prima dell’avvio della discussione. Renzi conferma che deve essere il Pd a dettare l’agenda del governo mettendo in sequenza riforma elettorale, riforma del lavoro e nuovi provvedimenti economici: ”In questa sala ci sono 400 persone che possono essere decisive per portare l’Italia fuori dalla crisi. Ora il Pd e’ la stragrande maggioranza della maggioranza, la palla ce l’abbiamo noi. Il governo deve fare le cose”.

Renzi propone ai parlamentari incontri periodici: ”Vediamoci in modo costante. Franceschini mi ha sconsigliato di vederci una volta alla settimana, ma dovremmo vederci spesso. La partita la giocate voi”. Il sindaco di Firenze mostra la consueta grinta anche in questa occasione: ”Non sono qui per fare il segretario di passaggio, vorrei un modello diverso di partito e ci lavorero’. Lavoriamo insieme in un momento davvero difficile, abbiamo una straordinaria responsabilita’. O l’Italia la cambia il Pd o non si cambia. Vi chiedo il massimo di questa responsabilita”’.

Il segretario non manca di ringraziare il suo partito per l’impegno nelle primarie: ”Non sono andati in cosi tanti per votare me. Hanno voluto dare un messaggio di cambiamento reale. Grazie a Cuperlo per la battaglia bella e democratica, e grazie a Civati. Grazie in particolare a una persona con cui non ho feeling ma che stimo: Bersani”. Renzi aveva spiegato a ”Ballaro”’ su Raitre, prima della riunione con i gruppi: ”Letta ci ha chiesto, e io sono d’accordo, di fare un patto di coalizione dopo la legge di stabilita’. Nel 2015 vedremo come stiamo, non mi piace e non e’ pensabile che si decida oggi per il Paese che e’ bene si torni al voto nel 2015”.

Il sindaco di Firenze ribadisce che spetta al Parlamento il compito di far decollare la riforma della legge elettorale ”che va realizzata entro il 25 maggio, insieme ad almeno un primo voto sulle riforme costituzionali, dialogando con l’opposizione”. Se c’e’ la volontà politica – e’ convinto Renzi – l’accordo si puo’ fare in 20 giorni”. Non manca uno spunto polemico nell’intervista concessa a ”Ballaro”’. D’Alema e Bindi candidati alle europee? ”Non credo proprio. Al Parlamento europeo mandiamo chi vuole stare li’, non chi deve trainare la lista. I vecchi dirigenti ci devono dare tanti consigli. Non promettiamo di seguirli, ma i consigli sono la merce più preziosa. Dal punto di vista politico il voto di domenica ha detto che una generazione ha chiuso un ciclo, ora tocca a un’altra, che ora deve rispettare un impegno: mantenere le promesse fatte o siamo dei quaquaraqua”.

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