Roma, università assediata

studenti_sliderAlla Sapienza gli studenti occupano il piano del Rettore invocandone le dimissioni.

 

ROMA – Una delle studentesse si è sporta dalle finestre invitando con un megafono il rettore a dimettersi. Dai ragazzi sono stati accesi anche dei fumogeni. Giovedì la protesta aveva toccato momenti di forte tensione sfociati in cariche della Polizia, con due agenti feriti.

La protesta era entrata anche dentro al palazzo dove si stava svolgendo la Conferenza nazionale sulla biodiversità e green economy, con numerosi esponenti del governo e delle istituzioni. Un gruppo di studenti aveva superato le transenne e lanciato petardi e bombe carta all’ingresso del Rettorato, provocando un denso fumo. I ministri Saccomanni, Lorenzin e Orlando – bloccati in Aula Magna per motivi di sicurezza – avevano risposto ai contestatori: «Non si dialoga con la violenza».

Ieri all’Università contestazioni, cortei interni, lancio di petardi nei viali universitari, scritte sul muro del rettorato, cariche decise della polizia, la denuncia per due ragazzi. La protesta è poi proseguita all’interno del palazzo dove si stava svolgendo la Conferenza nazionale sulla biodiversità e green economy, con numerosi esponenti del governo e delle istituzioni.

Oggi c’è stato un nuovo Blitz degli studenti all’interno del rettorato della Sapienza. Un gruppo, partito dall’occupazione di Scienze politiche, è salito al primo piano del rettorato per chiedere le dimissioni di Luigi Frati. «Il rettore deve andare via- hanno detto- per quello che e’ successo ieri dentro l’ateneo. Non e’ ammissibile che le forze dell’ordine ci abbiano caricato prendendoci alle spalle, con il consenso del rettore». Un centinaio di ragazzi circa sono ancora davanti alla stanza di Frati, dove stanno attaccando manifesti con scritto «Risposte e dimissioni».

In contemporanea al nuovo edificio di Fisica, da cui ieri è partita la manifestazione, parte delle lezioni sono sospese per due ore per discurere con i prof quanto accaduto ieri.

Un’azione decisa ieri nell’assemblea a Fisica, a fine giornata, quando gli slogan e i cori hanno lasciato il posto al dibattito e ali interventi al megafono, ai comunicati e ai racconti. Intanto gli slogan erano stati principalmente diretti ai poteri forti: “Fuori i signori dell’austerity dall’università. Fuori gli sbirri dall’università. Letta e Napolitano tornate a casa. Frati dimettiti”.

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