Varato dal governo un mega decreto omnibus

Cdm_Letta_sliderAbolito il finanziamento dei partiti. Attrazione di investimenti esteri. Riforma dell’assicurazione Rc auto

 

ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un decreto legge che abolisce il finanziamento pubblico ai partiti. I punti principali del maxi decreto legge prevedono innanzitutto l’abolizione del rimborso spese per le consultazioni elettorali e dei contributi pubblici erogati per l’attività politica e a titolo di cofinanziamento. A decorrere dall’anno finanziario 2014, con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013, ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche a favore di un partito politico che si sia dotato di statuto. 

Sempre a decorrere dal 2014 dall’imposta lorda sul reddito si potranno detrarre le erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici per una quota del 37 per cento per importi compresi tra 30 e 20.000 euro annui e del 26 per cento per importi compresi tra 20.001 e 70.000 euro annui. Per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle società, si potrà detrarre un importo pari al 26% dell’onere per le erogazioni liberali in denaro per importi compresi tra 50 e 100.000 euro. I partiti che intendono avvalersi dei benefici previsti dal decreto legge devono dotarsi di statuto che sarà trasmesso in copia ai Presidenti di Senato e Camera che a loro volta li inoltreranno alla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”.

La Commissione avrà anche il compito di controllare regolarità e conformità della rendicontazione, trasparenza e pubblicità di partiti. Ciascuna persona fisica non può effettuare erogazioni liberali in denaro o comunque corrispondere contributi in beni o servizi in favore di un singolo partito politico per un valore complessivo superiore a 300.000 euro né comunque oltre il limite del 5 per cento dell’importo dei proventi iscritti nel conto economico del partito. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche il limite annuo è di 200.000 euro.Il Consiglio dei ministri odierno ha inoltre approvato un decreto legge omnibus contenente interventi urgenti di avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche, gas ed Rc-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed Expo 2015.

Il pacchetto più consistente riguarda le misure per l’attrazione degli investimenti esteri e il miglioramento dell’ambiente d’impresa. Si comincia con l’applicazione dell’istituto del ruling di standard internazionale, cioè accordi per 5 anni tra fisco e imprese presso l’Agenzia delle Entrate. Inoltre si concentrano su un numero ridotto di sedi (9) tutte le controversie nella competenza funzionale del tribunale delle imprese che coinvolgano società con sede principale all’estero, anche se con rappresentanza stabile in Italia. Per contrastare il fenomeno del credit crunch, il Cdm ha autorizzato la diffusione di canali alternativi di finanziamento delle imprese (corporate bonds) e complementari al credito bancario, mobilitando a questo scopo fino a 20 miliardi di euro di credito aggiuntivo, con scarsi oneri per la finanza pubblica (4 milioni annui). 

Per favorire l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo si punta ad un credito d’imposta sul 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo negli anni 2014-2016, con agevolazione massima di 2,5 milioni di euro per impresa ed un budget totale pari a 200 milioni di euro annui, attivando in tal modo nuovi investimenti in ricerca e sviluppo per oltre 600 milioni di euro annui. Infine per incentivare le esportazioni è previsto il rifinanziamento dell’attività di promozione dell’Ice per 22 milioni di euro per l’anno 2014, l’estensione degli orari di apertura delle dogane e l’ampliamento dei consorzi per l’internazionalizzazione delle imprese agricole. Per consentire l’accesso dei grandi progetti di innovazione industriale ai finanziamenti della Banca Europea per gli Investimenti (l’Italia è, infatti, rimasto uno dei pochissimi Paesi a non averli attivati), è previsto un fondo di garanzia di 100 milioni di euro annui, che consentirà una leva, cioè l’ottenimento di finanziamenti per mezzo miliardo di euro annui.Un capitolo a parte è contenuto in un disegno di legge approvato dal governo per la digitalizzazione e l’ammodernamento tecnologico delle Pmi mediante finanziamenti a fondo perduto dell’importo massimo di 10.000 euro.

Per contrastare le crisi industriali e favorire lo sviluppo dell’autoimprenditorialità e delle piccole imprese, si concentrano le attuali agevolazioni nella forma del mutuo agevolato a tasso zero, eliminando la parte di contributo a fondo perduto, consentendo di attivare 300 milioni di nuovi investimenti con 3000 nuovi occupati. Al fine di rafforzare il finanziamento delle piccole e medie imprese, le operazioni di credito a medio e lungo termine, sono sottratte al trattamento fiscale ordinario e assoggettate al pagamento di un’imposta sostitutiva in misura più bassa delle altre. È prevista, inoltre, l’eliminazione della ritenuta del 20 per cento sugli interessi e sui proventi di obbligazioni.Un consistente pacchetto di disposizioni riguarda le assicurazioni R.C. auto e mira a conseguire un radicale abbattimento dei premi assicurativi e una ferma lotta alle frodi. Si avrà infatti una riduzione di almeno il 7 per cento del premio se l’assicurato provvede all’installazione della scatola nera.

Inoltre la compagnia di assicurazione ogni anno stabilisce se avvalersi della facoltà di risarcire in forma specifica i danni nei confronti dei propri assicurati e dei terzi. In questo caso si avvale di società di riparazione convenzionate; l’assicurato può comunque chiedere che la riparazione sia effettuata da un autoriparatore di propria fiducia il quale, previa presentazione di fattura, riceverà direttamente dall’assicurazione la somma dovuta. Il risarcimento in forma specifica dà diritto alla riduzione del premio in misura almeno pari al 5 per cento. Se intende invece risarcire il danno per equivalente, deve darne informativa all’assicurato all’atto della stipulazione del contratto.Il premio inoltre potrà essere ridotto (non meno del 7%) nei casi in cui l’assicurato accetti la clausola contrattuale – che le assicurazioni devono obbligatoriamente proporre – in virtù della quale le prestazioni di servizi medico–sanitari a seguito del sinistro devono essere effettuate da professionisti retribuiti direttamente dalle imprese ed elencati sul sito di queste ultime. 

Per quanto riguarda la lotta alle frodi a danno delle assicurazioni, viene sancito il principio in base al quale, fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute nel luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni deve risultare dalla denuncia di sinistro o dalla richiesta di risarcimento dei danni. L’identificazione avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta. Vengono inoltre previsti termini più lunghi nell’ambito del procedimento di risarcimento; in particolare, è innalzata da 5 a 10 giorni la disponibilità dell’impresa di assicurazione ad ispezionare le cose danneggiate oggetto di richiesta di risarcimento. Sono stati infine varati alcuni interventi finalizzati a ridurre in modo strutturale il costo della bolletta elettrica, per il recupero di competitività del Paese.

Il risparmio per le imprese ed i consumatori è stimato in circa 850 milioni di euro e si sostanzia in tre interventi principali: introduzione di un sistema incentivante alternativo offerto ai produttori di energia elettrica rinnovabile, sia eolica che fotovoltaica, in grado di diluire nel tempo gli oneri sulla componente A3, revisione dell’istituto del “ritiro dedicato”, con riduzione degli oneri in bolletta per 150 milioni, revisione della tariffa bioraria, per renderla aderente alla reale curva del prezzo giornaliero. 

Infine è stato approvato un decreto legislativo di revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento tra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi. In dettaglio, si è stabilita:

l’introduzione del principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo, e conseguentemente l’eliminazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli “legittimi” e ai figli “naturali” e la sostituzione degli stessi con quello di “figlio”; 

il principio per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo con i genitori; 

la sostituzione della nozione di “potestà genitoriale” con quella di “responsabilità genitoriale”; 

la modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato con previsione di norme di applicazione necessaria in attuazione del principio dell’unificazione dello stato di figlio; 

la limitazione a cinque anni dalla nascita i termini per proporre l’azione di disconoscimento della paternità; 

l’introduzione del diritto degli ascendenti di mantenere “rapporti significativi” con i nipoti minorenni; 

il termine di dieci anni di prescrizione per l’accettazione dell’eredità per i figli nati fuori dal matrimonio.

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