Le pietre in faccia al governo italiano

Van_Rompuy_sliderSe disubbidiamo agli ordini Ue ci sparano addosso, se ci adeguiamo moriamo di troppa virtù.

Era il 1967 e Antoine, il cantante francese di origine corsa, cantava: “Tu sei buono e ti tirano le pietre. Sei cattivo e ti tirano le pietre. Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, sempre pietre in faccia prenderai”.

L’Italia sta oggi più o meno nelle stesse condizioni. Se non rispetta al decimale gli impegni presi con l’Ue, i vari Olli Rehn, Wolfgang Schauble, Herman Van Rompuy gli tirano addosso pietre micidiali che non consentono ai comuni di liberare nemmeno un po’ di risorse dal piano di stabilità, che impediscono l’applicazione della golden rule, cioè la possibilità di dedurre gli investimenti in infrastrutture dal calcolo del deficit, che tolgono il sonno e la fantasia ai nostri valletti domestici della Bce. E appresso a questi “lapidatori” le agenzie di rating declassano il nostro debito pubblico a livello spazzatura.

Se al contrario Letta e Saccomanni fanno i bravi scolaretti, come in effetti fanno, e ubbidiscono ciecamente agli ordini della troika, sentite cosa scrivono di noi gli analisti dell’autorevole banca d’affari Merril Lynch in un report dedicato alla situazione economica italiana: “L’eccessiva virtuosità nei termini di un continuo forte impegno a mantenere il deficit sotto il 3% del Pil, senza tenere in considerazione quale sia la performance del Pil stesso, combinata con l’asticella sempre più alta posta dalla Bce per misure addizionali di stimolo all’economia, favorirà i partiti che più apertamente si oppongono allo status quo, cioè il Movimento 5 Stelle e, in misura minore, Forza Italia e la Lega Nord”.

Come si vede, nel vicolo cieco in cui si è cacciata l’Italia, ha ragione Antoine: “Qualunque decisione prende, qualsiasi cosa fa, questo governo ‘sempre pietre in faccia prenderà’”.

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