Legge stabilità, modifiche chieste da Renzi

Approvati numerosi emendamenti che ne stravolgono il testo originale. Prevista la fiducia per riuscire ad approvare il ddl prima di Natale.

La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera alla legge di stabilità votando, durante la scorsa notte, il mandato al relatore al termine di votazioni che si sono protratte oltre il termine previsto. Non sono mancati nemmeno questa volta i temi che hanno richiesto lo spazio per lunghe trattative e per consentire al governo di trovare le risorse necessarie a nuove modifiche.

Sulla web tax, però, lo scontro generatosi e’ stato tutto interno al Pd. Subito dopo essere stato eletto segretario, Matteo Renzi ha subito palesato la sua aperta contrarietà alla nuova tassa per l’on-line che porta la firma del suo partito, tanto che ieri sera sono state riformulate le norme già approvate eliminando l’obbligo di partita Iva per le società che effettuano commercio elettronico. Sconfitti anche coloro che nel Pd avevano sostenuto l’emendamento per l’ampliamento della platea interessata dalla Tobin tax con una riduzione dell’aliquota: il deputato del Pd Luigi Bobba, firmatario dell’emendamento, e’ stato costretto al ritiro.

Durante la giornata di ieri sono stati approvati numerosi emendamenti, tra i quali anche quello sulla riduzione del cuneo fiscale, per il quale le parti sociali, sindacati e Confindustria in particolare, avevano fatto richieste precise alle quali hanno avuto risposte solamente per una minima parte.

Le modifiche introdotte prevedono che le risorse che arriveranno dalla riduzione della spesa e dalla lotta all’evasione fiscale entrino nel fondo taglia tasse e amplia le categorie beneficiarie di quello stesso fondo: il 50% andrà a imprenditori, professionisti e imprese di piccolissime dimensioni, mentre l’altro 50% sarà destinato a lavoratori e pensionati. Un’operazione che cerca di soddisfare tutti, ma che parcellizza i benefici della norma.

Tra le altre modifiche apportate nella seduta notturna, l’arrivo di incentivi alla stabilizzazione dei precari dei call center, di 50 milioni per un fondo per le politiche attive del lavoro che interessa il triennio 2014-2016, 50 milioni per i contratti di solidarietà e nuovi fondi per l’emittenza radiotelevisiva.

Il provvedimento dovrebbe arrivare questa mattina alle 8.30 nell’Aula della Camera, ma con molta probabilità la seduta slitterà di qualche ora. Sembra ormai scontato inoltre il voto di fiducia, vista la prossimità della pausa natalizia e la necessità di un ultimo definitivo passaggio del ddl in Senato.

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