Ama, rivoluzione al vertice

Ama_sliderTre nuovi membri del cda, invece di cinque. Strozzi presidente operativo e ad. Percepirà 70mila euro annui

 

ROMA – Dunque la rivoluzione dei vertici dell’Ama annunciata dal sindaco Marino si è materializzata stamattina con le designazioni della Commissione comunale per l’ambiente e l’annuncio ufficiale diffuso pochi minuti fa. Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da soli tre membri: Ivan Strozzi (presidente), Rita Caldarozzi e Carolina Cirillo (consiglieri).

Ma le novità non si esauriscono nella scelta dei nomi ma investono in pieno il sistema di governance della municipalizzata. L’Ama infatti non avrà, come da tradizione, un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato ma un presidente ‘operativo’, cioè dotato delle deleghe proprie di un amministratore delegato. Gli altri due membri del cda, rispettivamente un tecnico e un amministrativo, sono già dirigenti del Comune.

Il dominus dunque che dovrà guidare la palingenesi dell’azienda municipale per l’ambiente e i rifiuti è Ivan Strozzi, 68enne già ad nelle municipalizzate dei rifiuti di Torino (Amiat), Reggio Emilia e La Spezia. Il presidente percepirà “intorno ai 70 mila euro annui, cifra raddoppiabile sulla base del raggiungimento di obiettivi qualitativi e quantitativi. Non sarà il cda a stabilire gli obiettivi, ma il socio in assemblea”, ha spiegato il direttore esecutivo di Roma Capitale, Massimo Bartoli, in commissione Ambiente.

Il presidente pertanto guadagnerà meno delle altre due consigliere di amministrazione (anche se non dovesse essere loro riconosciuta un’indennità supplementare di carica). L’avvocato Caldarozzi infatti, 45 anni, dirigente del supporto giuridico-amministrativo del Segretariato, ha percepito nel 2012 un compenso annuo di 126.650 euro. La sua pari grado, ingegner Cirillo, dirigente dei sistemi tecnologici e informativi del Comune, ne ha avuti 121.357.

Curiosamente in alcuni dei curriculum del neo presidente fatti circolare subito dopo la nomina non si fa cenno alla sua esperienza alla guida dell’Enìa, la multiutility per il gas, l’energia elettrica, l’acqua e i rifiuti delle Province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza, dal 1° settembre 2006 al 7 maggio 2008.

In effetti quella di Reggio deve essere stata per Strozzi un’esperienza particolarmente tormentata, tanto che nel dimettersi dall’incarico precisò di non voler “finire nel tritacarne delle poltrone” e denunciò la situazione di incertezza, i ritardi da parte dei sindaci soci nel definire le strategie future e gli assetti aziendali. Ci fu invece chi volle vedere nelle dimissioni di Strozzi l’anticipo di una decisione già maturata nelle segreterie politiche delle tre provincie.

In altri termini, nonostante il riconoscimento per il successo della quotazione in borsa dell’azienda, il divorzio consensuale apparve a molti con il sapore di una scelta tutta politica di chi Strozzi nella poltrona di ad non lo voleva più. “Una scelta – commentarono alcuni giornali dell’epoca – che, ancor prima delle dimissioni di Strozzi, sembrava già essere stata presa in modo unitario dai 45 sindaci della provincia reggiana, tutti amministratori del centrosinistra, tranne uno”.

Gli auguri che accompagnano la nomina odierna di Strozzi alla guida dell’Ama sono che la “patata” romana si possa rivelare, al di là di ogni scettica previsione, meno “bollente” di quella reggiana.

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