Controversa nomina dei comandanti locali dei vigili

Vigili_urbani_sliderA metà mese le nomine senza consultare i Municipi. Malumori tra i minisindaci di destra e di sinistra

 

 

ROMA – Entro il prossimo 15 gennaio il capo dei vigili di Roma Capitale, Raffaele Clemente, procederà alla  nomina dei comandanti dei gruppi locali. I provvedimenti sono avvolti nel più stretto riserbo e non si riesce ad andare al di là di non confermate indiscrezioni, come quella che vorrebbe il comandante del X gruppo Angelo Moretti destinato alla poltrona del I gruppo, mentre l’attuale comandante, Stefano Napoli, sarebbe dirottato al Corviale.

Quel che invece emerge in tutta evidenza è il malumore, per non dire la rabbia per la mancata consultazione dei Municipi su una materia di così diretto e delicato interesse locale. Si vede che al sindaco Marino e al sua “cerchio magico” piace vivere pericolosamente e provocare continue fratture nelle prassi politiche e amministrative condivise.

D’altronde la protesta dei vigili urbani, anziché esaurirsi con lo “sciopero bianco” di Capodanno, continua a montare attraverso i sociale network e la mobilitazione sindacale in vista della manifestazione nazionale del 13 gennaio davanti Montecitorio. Al centro delle rivendicazioni, com’è noto, ci sono la riforma del settore, le richieste di assicurazioni mediche, la revisione del regime di dotazione di armi e sfollagente, le competenze del Corpo, gli straordinari e le turnazioni.

Quest’ultimo affronto gratuito di nomine calate dall’alto senza neppure consultare i rappresentanti diretti del territorio ha mandato su tutto le furie i “minisindaci”, di destra e di sinistra. “Sulle nomine dei comandanti dei Gruppi territoriali della Polizia locale di Roma Capitale si va di male in peggio – dice per esempio il Presidente dell’VIII Municipio Andrea Catarci (Sel) –  In passato, anche quando ci si trovava su schieramenti politici contrapposti si è sempre proceduto con il coinvolgimento dei Municipi per la scelta dei profili dei vertici chiamati a guidare i Gruppi territoriali. In questa occasione ciò non è avvenuto ed in una riunione convocata con poche ore di anticipo ci è stato comunicato che il giro di nomine è già pronto, come d’altronde già riportato dalla stampa con tanto di nomi. Non è ora di finirla con le scelte al chiuso di una stanza – chiede Catarci – e con gli uomini soli al comando al posto della necessaria condivisione tra Municipi e Campidoglio?”.

Altrettanto duro il giudizio di Fabrizio Santori (La Destra), consigliere regionale del Lazio e già presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, commentando le nomine dei nuovi comandanti: “Il corpo della Polizia locale di Roma Capitale ha subito l’ennesima umiliazione con il valzer dei comandanti deciso sul Tuttocittà dal sindaco Ignazio Marino. Sempre più inadeguato. Ma non solo, ad essere ferito è quel tanto decantato decentramento, calpestando i presidenti dei municipi i quali, anche loro, insieme ai singoli quartieri di Roma, sono stati trattati come carte da risiko. Il ruolo degli agenti della polizia locale in città è fondamentale e va trattato con il dovuto rispetto, anche perché è uno dei servizi essenziali di cui gode la cittadinanza. Amministrare Roma non è una cartina nè un gioco da tavola, spero che Marino prima o poi lo comprenda”.

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