Governo, crescono le tensioni

Letta_AlfanoMentre tutte le forze di maggioranza pongono diktat all’esecutivo, il premier chiede un cambio di passo

 

 

ROMA – Tutte le forze di maggioranza smentiscono di porre diktat al governo ma ognuna di fatto li pone, mentre Enrico Letta ostenta il tradizionale ottimismo. Incontrando nel suo giro di consultazioni per un nuovo patto di maggioranza la delegazione dei Popolari per l’Italia dichiara: ”Adesso serve un cambio di passo nell’azione dell’esecutivo, in modo da passare dalla gestione dell’emergenza nel 2013 alla riscossa nel 2014”. Ma ieri Scelta civica, in una conferenza stampa a Montecitorio, ha minacciato la crisi di governo. ”L’emendamento sulla Tasi va ritirato”. E se va in un provvedimento e pongono la fiducia? ”Votiamo contro su qualsiasi provvedimento che contenga un emendamento di quel tipo”, ribadisce Stefania Giannini, segretaria di Scelta civica.

Il raggruppamento fondato dall’ex premier Mario Monti propone un tavolo di discussione per riaprire il confronto sulla tassa che riguarda gli immobili. ”Non credo che siamo nelle condizioni di cambiare opinione. Spero che gli amici di Scelta civica ci ripensino”, e’ il comento di Graziano Delrio, ministro per gli Affari regionali in una intervista al Tg3.

Critiche alla tassa sugli immobili arrivano pure da Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni: ”Ci e’ stata illustrata la proposta che prevede un’aliquota aggiuntiva dell’8 per mille sul prelievo Imu-Tasi per coprire le detrazioni che i Comuni dovranno adottare per le fasce deboli. Abbiamo espresso grande preoccupazione perche’ non risolve il problema del minore gettito che derivera’ ai Comuni dal passaggio dall’Imu alla Tasi”. Se ne discutera’ nel Consiglio dei ministri di questa mattina fissato alle 10.

Un altro diktat a Letta, che il 13 e 14 gennaio sara’ in Messico, dove terra’ tra l’altro una conferenza sui rapporti tra Unione europea e America Latina in vista della presidenza italiana dell’Unione europea, arriva dal vicepremier Angelino Alfano. Nel corso della presentazione di ”Moderati”, il libro-manifesto del Nuovo centrodestra scritto da Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi, Alfano da’ uno stop al Pd: ”Se propongono il matrimonio gay, ce ne andiamo un attimo prima a gambe levate e denunciandolo all’opinione pubblica. Siamo al governo per fare scudo a delle cose che la sinistra farebbe se non ci fossimo noi”.

Il leader del Nuovo centrodestra aggiunge a proposito del possibile rimpasto dell’esecutivo: ”Di fronte a tutto cio’ che sta succedendo, il problema delle sedie nel governo non credo sia emergenziale. Se qualcuno lo porra’, lo affronteremo. Ma non credo sia essenziale nel 2014”.

Su Alfano potrebbe pero’ abbattersi presto una bufera politica. Ieri l’ex prefetto Giuseppe Procaccini, che si dimise dal suo ruolo di capo di gabinetto di Alfano quando il vicepremier e ministro dell’Interno dovette difendersi in Parlamento per il caso Shalabayeva, in una intervista a ”Repubblica” smentisce che il leader del Nuovo centrodestra non fosse informato sulle pressioni del Kazakistan per espellere dall’Italia la signora Alma Shalabayeva, moglie del dissidente Muktar Ablyazov, e sua figlia. Commentano Roberto Cociancich e Isabella De Monte, senatori del Pd di area renziana: ”Aspettiamo Alfano in Aula sul caso Shalabayeva. Il ministro disse che nulla sapeva dell’operazione della polizia kazaka, il suo ex capo di gabinetto Procaccini fornisce una versione completamente diversa. Il Parlamento deve sapere se il vicepremier ha detto la verita’ o ha mentito”.

Letta non riesce intanto a fissare l’incontro con Matteo Renzi prima della partenza per il Messico. Il segretario del Pd probabilmente non andra’ a palazzo Chigi neppure oggi, perche’ continua a far sapere che preferirebbe incontrare il premier dopo la riunione della Direzione del partito che si terra’ il prossimo 16 gennaio.

Ieri Dario Nardella, tra i principali collaboratori di Renzi, a conferma di una certa insofferenza dei renziani nei confronti dell’esecutivo, ha puntato l’indice contro il ministro dell’Economia, dichiarando a Radio 24: ”Penso sia grave quando un ministro cosi’ importante come Saccomanni dice ‘sono un esecutore’ o ‘nessuno mi ha istruito’. Penso che il ministero dell’Economia debba essere guidato da un politico, come regola generale, perche’ abbiamo visto che l’esperienza dei tecnici non ha funzionato bene”.
Per evitare nuove polemiche e’ dovuto intervenire Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd: ”Il nostro partito non ha mai chiesto ne’ ha intenzione di chiedere rimpasti o la sostituzione di questo o quel ministro. In questo momento e’ necessario lavorare bene e insieme sulle riforme che servono al Paese”.

Un’ultima notizia arriva da Montecitorio. La riunione dei capigruppo della Camera ha deciso che della riforma elettorale si discutera’ in Aula a iniziare dal 27 gennaio. Fino al 17 ci sara’ sul tema una indagine conoscitiva in commissione Affari costituzionali, dove la discussione avra’ inizio il 20 gennaio. Commenta Roberto Speranza, capogruppo del Pd: ”Manteniamo l’impegno di portare in discussione la legge elettorale nell’Aula della Camera gia’ a gennaio”. Scettica l’opinione di Enrico Costa, capogruppo del Nuovo centrodestra: ”Questa decisione si contraddice con i lavori e le audizioni della commissione. Mi auguro che il 27 gennaio non sia una data spot”.

ULTIM’ORA: Il premier Enrico Letta, secondo quanto si apprende, ha incontrato questa mattina a Palazzo Chigi, prima del Consiglio dei ministri, il segretario del Pd Matteo Renzi. Sempre secondo quanto si apprende, l’incontro è iniziato intorno alle 8 ed è finito verso le 9.30. Il segretario del Pd Matteo Renzi è poi andato nella sede del partito, al Nazareno.

L’incontro tra il premier e il segretario del Pd, secondo quanto viene riferito da fonti di Palazzo Chigi, viene valutato come molto utile e positivo. Il faccia a faccia è durato circa un’ora e mezza. Un confronto a trecentosessanta gradi ma in particolare su ‘Impegno 2014’, Jobs Act e riforme.

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